Un albero di mandorlo ha oltre 500 anni e ha un tronco con una circonferenza di 5,20 metri e una chioma di circa 15 metri di diametro. Cresce nel territorio di Castronovo di Sicilia, sui Monti Sicani, tra le province di Agrigento e Palermo, e secondo le attuali conoscenze scientifiche è il più grande mandorlo vivente finora documentato al mondo. La scoperta è riportata nello studio pubblicato il 30 luglio 2026 sulla rivista scientifica Quaderni di Botanica Ambientale e Applicata, edita da Planta, frutto di una ricerca condotta nei Monti Sicani dai botanici Pasquale Marino e Francesco Maria Raimondo.

L’esemplare, un mandorlo amaro (Prunus amygdalus var. amara), cresce a 910 metri di quota, sul versante che da Santa Caterina lungo la S.P. 36 conduce verso il Cassero; un’area di antica frequentazione indigena, poi ellenizzata e occupata in età medievale. Le dimensioni dell’albero superano quelle di tutti gli esemplari finora censiti nel database internazionale Monumental Trees, che raccoglie 39 mandorli monumentali distribuiti in sette Paesi al mondo.

Oltre alle eccezionali dimensioni – 5,20 metri a petto d’uomo e circa 10 metri di altezza con un’età stimata superiore ai 500 anni – l’esemplare presenta caratteristiche botaniche di particolare interesse. Il tronco, fortemente spiralato, si divide in tre grandi branche principali, mentre i frutti producono costantemente semi amari, elemento che lascia ipotizzare un antico impiego nella tradizione dolciaria siciliana. Secondo gli autori dello studio, si tratta inoltre del primo caso documentato di monumentalità riferito alla varietà botanica Prunus amygdalus varietà. amara.

La scoperta sarà presentata anche al XVIII Congresso Internazionale di Botanica del Mediterraneo (Optima), in programma a fine settembre 2026 in Cappadocia (Turchia), portando i Monti Sicani all’attenzione della comunità scientifica internazionale.
Oltre al valore botanico, il monumentale mandorlo rappresenta una preziosa testimonianza della storia rurale del territorio. La corteccia ricoperta di licheni, una vecchia scala in legno ancora fissata al tronco e fili metallici ormai inglobati nel legno raccontano il lungo rapporto tra l’uomo e questo straordinario albero.
“Lo studio richiama – affermano i botanici Raimondo e Marino – la necessità di avviare interventi di tutela e valorizzazione dell’esemplare attraverso il monitoraggio fitosanitario, la prevenzione degli incendi, l’installazione di pannelli informativi. Oltre alle straordinarie dimensioni e alla notevole longevità, questo mandorlo rappresenta un elemento di eccezionale valore botanico, paesaggistico, storico e culturale, con significative potenzialità per la valorizzazione turistico-naturalistica di Castronovo di Sicilia e del vasto comprensorio dei Monti Sicani.
Il sito è stato visitato dal sindaco di Castronovo di Sicilia Vitale Gattuso che, accompagnato dai botanici autori della ricerca, a testimonianza dell’importanza sotto il profilo botanico e dell’identità rurale e del patrimonio culturale del territorio, ha assicurato un percorso di tutela e valorizzazione del’albero attraverso iniziative volte alla sua consevazione, alla fruizione pubblica e alla diffusione delle conoscenze scientifiche maturate grazie alla ricerca.





