Ribera: A Borgo Bonsignore ampio dibattito sul racconto di Giacomo La Russa sulla rivolta della Ciavolotta di Favara

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Ieri sera animato e intenso dialogo tra il pubblico e Giacomo La Russa, autore del racconto “I sepolti vivi. La rivolta della Ciavolotta “ . Il dibattito, stimolato dalle domande e dalle scelte di lettura di alcuni passaggi del libro da parte di Grazia Pecoraro, direttrice editoriale di VGS Libri, ha toccato parecchi temi che hanno tenuto i partecipanti incollati alle sedie nella splendida piazza di Borgo Bonsignore fino alle 23.

Si è discusso dello stile e dell’ascendenza letteraria dell’autore, che si è dichiarato muoversi nel solco verista, siciliano e universale insieme, del grande Verga. Ma i temi che hanno maggiormente animato i partecipanti sono stati quelli che , a partire dalle vicende dello sciopero (per l’autore una vera rivolta) degli operai della solfatara Ciavolotta (Favara) negli anni 50, hanno condotto a riflettere sull’attualità della precarietà del lavoro in un mondo governato dal capitalismo di mercato, con i connessi problemi della legalità, del ruolo della legge, della politica e della partecipazione democratica nel determinare la complessità dei sistemi di convivenza tra libertà, sicurezza e legalità.

Infine è stato fatto riferimento al modo in cui le diverse generazioni reagiscono a questi temi e alla necessità vitale di ogni comunità di aprire e stimolare confronti e riflessioni pubblici su questi temi che non possono essere trascurati o semplificati con formule semplicistiche e logiche di contrapposizione pregiudiziale.

Su quest’ultimo punto è stato esplicitato il progetto comunitario di RiberaLab, simbolizzato nel suo logo: una rete arancione di quelle che indicano i lavori in corso nella città: un laboratorio permanente di riflessione collettiva sullo stato di salute della vita in comune.