Hanno scelto “Aspettando Godot” di Beckett e alcuni versi di Fabrizio De Andrè i coltivatori agrigentini e siciliani che si incontreranno nella manifestazione a sostegno dei piccoli produttori agricoli isolani in programma in piazza Matteotti, incontro che, promosso dalla locale amministrazione comunale, si svolgerà sabato 13 giugno quando nella cittadina arriveranno coltivatori di tutte le province siciliane. Non si tratta di un mero elenco di richieste, aiuti ed interventi ai governi regionali e nazionali, bensì di una presa di coscienza del fatto che l’agricoltura, nonostante le promesse, è arrivata ad un punto di non ritorno.

A promuovere l’incontro decine migliaia di lavoratori della terra che denunciano l’immobilità delle istituzioni di fronte alla crisi che ha portato gli operatori quasi a mendicare, raschiando il fondo del barile. Tante le rivendicazioni inascoltate di questi anni: il prezzo stracciato del grano duro fermo a 18 centesimi al chilo, la crisi del settore vitinicolo e negli ultimi anni la crisi idrica in agricoltura che oggi permane con le dighe piene e con le condutture fatiscenti che fanno perdere la preziosa acqua.
Dicono gli agricoltori: “Si vuole dare voce a chi da tempo non ha più voce”. Sono scesi in campo l’amministrazione civica del centro belicino con la collaborazione dello storico presidio Gulfa dei 4 comuni del Belice, delle associazioni Oala (Arancio) di Sciacca, l’Alto Jato di Partinico e Liberi Agricoltori di Ribera, nonché dei movimenti Guardiani del Territorio di Marsala, Senz’Acqua Semu di Ribera e quello spontaneo del Belice. Si tratta di difendere l’identità contadina e la sopravvivenza delle piccole aziende, oggi schiacciate da dinamiche di mercati insostenibili che già pregiudicano il futuro delle aziende che minacciano di chiudere, pregiudicando l’avvenire delle nuove generazioni che si erano avvicinate all’agricoltura dei padri.





