Ribera: Comincia l’irrigazione degli agrumeti

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C’è voluto l’intervento del sindaco di Ribera Matteo Ruvolo ieri mattina ad Agrigento ad incontrare il prefetto Salvatore Caccamo a cui ha sollecitato le richieste di migliaia di agricoltori che da giorni chiedono a viva voce la giusta quantità d’acqua per irrigare 7-8 mila ettari di agrumeto nelle vallate dei fiumi Sosio-Verdura, Magazzolo e Platani. In giornata sono state sollecitate tutte le istituzioni regionali, dal presidente Schifani al commissario per l’emergenza idrica in agricoltura Bellomo e ai dirigenti del consorzio di bonifica AG 3, per assicurare la distribuzione dell’acqua necessaria ai frutteti, liquido proveniente dalla diga Raia di Pizzi, attraverso la traversa di Gammauta, e dall’invaso Castello di Bivona.

Per alcuni giorni, presso la sede della struttura consortile riberese, tanti agricoltori hanno chiesto l’acqua prevista dalle ordinanze 5 e 7 del 24 luglio e del 1° agosto del commissario straordinario per la crisi idrica, senza ottenere la quantità necessaria per fare sopravvivere milioni di piante. Circa 150 litri secondo sono stati ritenuti ben poca cosa per gli agrumeti assetati, in sofferenza, con colture già morte. E’ stato necessario fare intervenire i dirigenti della Digos per evitare eventuali disordini derivanti dalle proteste degli agricoltori esasperati per i ritardi nella distribuzione idrica sul territorio, dove si erano pure registrati anche degli scoppi alle condutture.

Il consorzio di bonifica AG 3, con il suo personale che tra l’altro deve ancora percepire tre mesi di retribuzione, ma che presta regolare servizio affrontando trasferte ed onerose spese, da ieri mattina ha annunciato che il trasferimento idrico da Gammauta è stato aumentato da 300 litri al secondo a 500 e che al più presto sarà pure attivata la fornitura dalla diga Castello, operando la doppia alimentazione attraverso l’adduttore che viaggia nei territori di Burgio, Bivona e Ribera.

Con lo sforzo congiunto di acqua, personale e mezzi, si cercherà di completare la seconda irrigazione di soccorso con il fine di salvaguardare la vita degli agrumi la cui produzione, per l’ennesima siccità e la penuria d’acqua degli invasi, l’anno scorso è stata talmente scarsa per quantità e qualità da mandare gli agrumi in buona parte alla produzione industriale. Oggi si spera di salvare piante ed arance che hanno il marchio di produzione Dop.

Quella di quest’anno è una battaglia condotta quotidianamente da agricoltori, amministrazione comunale, associazione “Liberi Agricoltori” e dai sindacati provinciali di Flai Cgil e Filbi Uil.