In provincia siccità e calura provocano il 40 per cento in meno nella produzione della vendemmia 2017

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La lunga siccità e la persistente calura hanno già provocato in tutto il territorio provinciale una fortissima diminuzione nella raccolta dell’uva che si avvia ormai verso la conclusione. Dai dati finora registrati in diverse aree a vigneto della provincia, il dato comune che emerge è la riduzione del raccolto con punte intorno al 40 per cento. In alcuni paesi la percentuale è salita al 50 e in qualche caso come Montallegro e Calamonaci alcuni agricoltori non hanno potuto vendemmiare perché il prodotto era diventato in pochi giorni uva passa.
La situazione agricola e quindi economica è diventata drammatica in tutto il territorio. Nella Valle del Belice, tra Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago, Sambuca di Sicilia, e al confine con l’area trapanese di Castelvetrano, dove la produzione vitivinicola e la presenza di diverse cantine sociali sono state il fiore all’occhiello dell’economia aziendale, la produzione di uva è calata dal 35 al 40 per cento.
“La vendemmi non è stata ancora ultimata – ci ha detto ieri mattina Nino Crespo di Menfi, dove svolge l’attività di sindacalista locale per conto della confederazione italiana agricoltori e dove fa parte del consiglio di amministrazione della cantina Settesoli – ma già i dati sono molto significativi e non si vedono miglioramenti nella raccolta. I danni sono notevolissimi perché, a parte il danno aziendale che decurta notevolmente i possibili guadagni degli agricoltori che potranno forse pagare appena le spese vive dell’annata agraria, a risentirne notevolmente sarà il comparto e l’indotto in quanto con la vendemmia trovavano occupazione operai, trasportatori, agricoltori e commercianti”.
Nel comprensorio agricolo di Ribera, dove negli ultimi decenni è stata registrata l’estirpazione di notevolissime estensioni di vigneti per improduttività (oggi l’uva viene venduta ad appena 28 centesimi al chilo), la riduzione ha raggiunto il 50 per cento e alcune aziende addirittura non hanno vendemmiato perché l’uva è diventata secca ai tralci. Le zone più colpite sono state quelle di Ribera, Calamonaci, Montallegro e Cattolica Eraclea.

Nel settore orientale della provincia, tra Racalmuto, Grotte, Favara e in parte anche a Canicattì, famosa per l’uva Italia, la situazione non è molto dissimile. Il calo della produzione ha superato il 40 per cento. Molte cantine sono mezze vuote quando è stata superata la metà della raccolta stagionale. Pietro Costanza di Grotte, che è sindacalista della Cia e possiede una cantina privata di famiglia, precisa: “Si tratta di un danno enorme per tutta la comunità, la produzione sarà di ottima qualità (20-21 gradi), ma è già dimezzata. Non è stata solo la siccità a creare i danni, ma a macchia di leopardo sul territorio delle ventate di aria calda hanno colpito i vigneti”.