Ribera: ospedale, oggi arriva il medico e dopo 72 ore lo trasferiscono

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Punto e a capo. Non è la punteggiatura di un tema o di una composizione letteraria, ma una telenovela che in città ha suscitato qualche perplessità nell’assistenza ospedaliera. E’ successo che nei giorni scorsi l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento ha annunciato, dopo tante richieste, l’invio di un medico chirurgo che sarebbe andato a coprire la deficienza di organico che l’unità operativa di chirurgia registrava. Il medico ha preso servizio nel reparto e, dopo appena tre giorni di attività professionale, con un ordine di servizio è stato trasferito al pronto soccorso, al pianterreno, della struttura sanitaria della circonvallazione.
E’ successo che uno dei medici del pronto soccorso dell’ospedale sia stato collocato in congedo per malattia, pare per una gravidanza, per cui la direzione sanitaria provinciale, per coprire il vuoto, ha creduto opportuno trasferire il chirurgo che era arrivato tre giorni prima in chirurgia. Se l’arrivo del nuovo medico nel reparto chirurgico ospedaliero era stato accolto come una manna dal cielo in quanto ha consentito per qualche giorno una migliore distribuzione dei turni di lavoro, ecco che oggi la situazione è diventata più pesante in quanto i chirurghi, soltanto due perché il terzo è in ferie, devono affrontare il servizio diurno e devono garantire pure la reperibilità notturna.
Si tratterebbe di un “tour de force” davvero insostenibile non solo perché non previsto dal contratto di lavoro, ma addirittura con un lavoro usurante per il personale medico e con un eventuale possibile disservizio a carico degli utenti che si rivolgono alla struttura ospedaliera di zona. Pare che il chirurgo dovrebbe rimanere in servizio al pronto soccorso sino a fine mese, ma è chiaro che l’Asp di Agrigento dovrà trovare una soluzione definitiva per rimpiazzare il personale dell’organico del reparto di pronto intervento.
Quello del personale medico dell’ospedale è stato sempre un problema perché diverse divisioni hanno operato in condizione di personale medico ridotto rispetto all’organico. A lamentarsi sono stati spesso i malati che talvolta si sono rivolti ad altre strutture, anche fuori dell’Isola, con disagi e spese.

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