Ribera: L’amministrazione comunale nell’occhio del ciclone per le problematiche ospedaliere

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I problemi irrisolti dell’ospedale di Ribera mandano nell’occhio del ciclone l’amministrazione comunale e la giunta municipale che vengono “accusati” da diverse forze politiche di avere trascurato di segnalare i disservizi che si registrano nella struttura sanitaria della circonvallazione e di non avere partecipato ai due vertici ospedalieri svoltisi a Sciacca.
A lanciare le accuse a 360 gradi è Nenè Mangiacavallo, già sottosegretario di Stato alla Sanità ed ex sindaco, il quale scrive “Non entro nel merito delle assenze degli amministratori comunali riberesi che risultano, comunque, gravi ed ingiustificabili; vorrei aggiungere che non stupisce soltanto l’assenza degli amministratori locali alle riunioni saccensi, ma il silenzio cronico ed il totale disinteresse dei rappresentanti istituzionali, in testa i deputati regionali, che dovrebbero avvertire, forse più dei sindaci, il dovere morale oltre che politico, di intervenire energicamente su una questione che non può più accettare ritardi e velate giustificazioni”.
Mangiacavallo, inoltre, precisa che l’unico risultato sotto gli occhi di tutti è il progressivo rimaneggiamento dei servizi e del personale ospedaliero, che prelude ad una, si spera evitabile, chiusura dell’ospedale di Ribera e ad una carente erogazione dei servizi territoriali per cui questi fatti impongono una corale presa di coscienza di tutte le istituzioni che devono far sentire la loro voce.
Altre accuse vengono pure dai partiti e movimenti di maggioranza. Davide Caico, coordinatore di “Progetto Comune”, chiede di sapere dove fosse la civica amministrazione nei giorni dei vertici ospedalieri di Sciacca, cosa faccia per difendere il nosocomio riberese affinchè non venga depauperato dalle risorse umane e dai servizi da offrire all’utenza. Note critiche arrivano pure da diversi consiglieri comunali come Emanuele Li Voti, Claudia Lupo e Rita Farruggia, in minoranza consiliare, e dal consigliere Pino Quartararo che chiedono l’intervento del direttore dell’Asp Ficarra e dell’assessore regionale alla Sanità Gucciardi.

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