Ribera: una giovane regista romana pensa di realizzare un documentario sul deportato Sparacino

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Interessa ad una giovane regista romana Mary Milo la storia del deportato riberese Calogero Sparacino di cui si parla ogni anno in occasione della Giornata della Memoria. Le vicissitudini nel lager tedesco, i cimeli che il sopravvissuto è riuscito a portare a Ribera e soprattutto il plastico del campo di concentramento di Dora Mittelbau che Sparacino ha ricostruito in legno, essendo stato nella vita prima falegname e poi bidello, hanno avuto eco anche a Roma dove la giornalista Milo sta prendendo in considerazione la possibilità di potere realizzare un documentario su un personaggio che, scomparso da circa un decennio, appartiene ormai alla storia locale e nazionale.
Le vicende dei due anni di prigionia sono raccontante nel libro “Diario di prigionia” che lo Sparacino scrisse nel 1984, che fu pubblicato dall’editore La Pietra di Milano e che Mary Milo sta leggendo, alla ricerca di quegli eventi strazianti e disumani della garbarie nazista. Tutto il materiale che Sparacino ha ospitato nel suo museo personale di via Crispi, a Ribera, oggi è stato offerto in comodato d’uso didattico e gratuito, dalla famiglia del deportato, all’istituto comprensivo “Vincenzo Navarro” che, diretto dalla preside Paola Triolo, ha realizzato un’aula didattica nel salone “Lionti Pensabene” dove per la libera fruizione sono esposti i reperti e i cimeli. Rai Storia ha mandato in onda il 27 gennaio il documentario di Mary Milo “La poesia spezzata di Zuzanna Ginczanka

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