Ribera – Don Antonio Nuara sacerdote…e anche ”poeta”. Riflessione di Giuseppe Tamburello

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Ribera Agosto 2015, al termine della messa festiva che si celebra alle ore 9,30 presso la Chiesa dell’Immacolata, vado in sacrestia a salutare don Antonio per fargli i complimenti per la bella Omelia tenuta e per rimanere un pò in compagnia a conversare. Questi incontri, anche se saltuari, si sono ripetuti per tutto il periodo del mio soggiorno a Ribera. Andavo volentieri a trovare don Antonio, non solo per riprendere e continuare le nostre conversazioni, ma soprattutto perché la sua profonda cultura, rendeva piacevole il dialogo e l’ascolto. In uno di questi incontri mi regalò, con graditissima dedica, un libro dal titolo “Riflessi”: raccolta di poesie di Autori diversi. Tra questi autori, quello che leggo con maggiore interesse e che mi onora della sua amicizia è “Don Antonio Nuara”, parroco della Chiesa di Maria Ss. Immacolata di Ribera. Mi piace leggerlo per l’acume e per la sua spiccata sensibilità poetica che spazia: tra il cuore e l’anima; tra la tenera carezza e la irridente satira del “bricconcello”; tra il finito e l’infinito. Le sue poesie sono tutte belle e aiutano a riflettere. Ne cito alcune, accompagnate da un breve mio e personale commento.
1°) ”IL DIARIO”: Il tempo che passa inesorabile e che tutto cancella e rende quotidiano, risparmia quei “brandelli di vita” che con minuta mano trascrivi nel diario, affinché una parte di te, se pur piccola, rimanga viva nel tempo.
2°) “LA NOTTE”: Il silenzio della notte amplifica non solo il minuscolo “ticchettio” della sveglia, ma anche gli altri rumori provenienti dall’esterno e che ti penetrano in testa, al punto tale da farti pensare che ”del dormir lontano è il desio”. In questa assenza di quiete: i pensieri ti assalgono e il tempo passa; poi ti addormenti. Ma c’è un trillo prolungato che ti dice: ”Sveglia”.
3°) “RISVEGLIO”: Il sole con i suoi nascenti raggi di luce che tutto anima e colora, annuncia l’arrivo di un nuovo giorno e ti dice “sei vivo”, anche se a volte non vorresti esserlo per le varie contraddizioni della vita quotidiana. Però la natura con la sua bellezza e armonia di colori ti suggerisce di alzarti, perché ne vale la pena in quanto: “c’è sempre una speranza”.
4°) “IDENTITA’: Cercare se stessi nell’evanescente immensità dei sogni e vagare negli spazi interstellari, alla ricerca della propria “dimensione umana” nell’infinito. Sogno che ha sempre affascinato l’uomo di ogni epoca.
5°) “IL LORO NOME E’ MARIA”: Non poteva mancare la poesia che rievoca il ricordo delle sue due mamme che portano lo stesso nome “Maria”. Una era sua madre ed era l’amore. Infatti il piccolo Antonio, non era mai sazio delle carezze e dei tanti baci che riceveva, anzi non gli bastavano mai e gli facevano dire “ancora, ancora”. Non si stancava di chiederli e sua madre non si stancava di darglieli. L’altra “Maria” è la madre di Gesù ed è in cielo. Antonio, attraverso la prima materna catechesi infantile ricevuta, ha capito di avere due mamme: una sulla terra ed una in cielo. Ora sono tutte e due lassù. Tutte e due con lo stesso nome: “Maria”. Questa, senza dubbio è una delle più belle poesie della raccolta: piena di vita, di amore, e di fede.

Tamburello Giuseppe
Don Antonio è un prete battagliero, vicino alle “periferie” e alle problematiche sociali; sempre pronto a dare solidarietà e voce a chi non ha le forze sufficienti per farsi sentire.
Per conoscerlo meglio, così come in tanti lo conoscono, bisogna aggiungere ch’è un personaggio eclettico, versatile e per certi aspetti positivi un vero “factotum”.
Il suo motto è: ”Oltre, sempre oltre”. Infatti, oltre alla primaria funzione sacerdotale, svolge quando serve, altre funzioni come quella di Capocantiere; Direttore dei lavori ecc.
Ultimamente ha diretto con vera passione, i lavori di restauro del campanile della chiesa e seguito con diligenza i lavori per la fusione e l’ installazione delle nuove campane, le quali adesso suonano ogni giorno, con la benevola condivisione e “Deo gratias” della Comunità Parrocchiale.
Per concludere, Don Antonio oltre ad essere un fine teologo è anche: Cultore delle tradizioni popolari; ha realizzato una raccolta di oltre 1000 “Detti Siciliani” nella parlata di Montallegro, con relativa spiegazione e traduzione in italiano; ha collaborato in misura preminente alla realizzazione del Museo della civiltà contadina di Montallegro, ed è anche un bravo Poeta.

Giuseppe Tamburello

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