Sant’Anna di Caltabellotta: tra un mese la chiusura o la riapertura dell’ufficio postale

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Sulla possibile riapertura o la chiusura definitiva dell’ufficio postale di Sant’Anna, la grossa frazione del centro montano, si pronuncerà tra circa un mese il Tar di Palermo che emetterà la sentenza su un servizio postale che, assente dal 26 novembre 2012 quando la sede è stata chiusa, ha creato fino a tutt’oggi notevoli disagi tra la popolazione che per una qualsiasi operazione postale si deve spostare a Caltabellotta o addirittura a Ribera.
Nell’udienza di merito al Tar di Palermo nei giorni scorsi è stata discussa la causa finalizzata alla riapertura dell’ufficio, a seguito dei due ricorsi separati presentati al Tribunale Amministrativo Regionale dal Comune di Caltabellotta e dal comitato cittadino della frazione.
All’udienza palermitana erano presenti per l’amministrazione comunale il vicepresidente del consiglio Caterina Cusumano e per il comitato cittadino il presidente Cosimo Tamburello, assistiti dall’avvocato Antonino Turturici di Sciacca, il quale, nel ricorso, ha fatto appello ad una sentenza del Consiglio di Stato dell’11 marzo scorso che fa riferimento ad una distanza di 5 chilometri tra due sedi postali. Tra Caltabellotta e la frazione di Sant’Anna i chilometri sono ben sette e la popolazione della frazione supera le 800 unità per cui pare che le Poste non rispettino il decreto Scaiola, quando hanno deciso di chiudere unilateralmente la sede dell’ufficio postale di Sant’Anna. Sulla vicenda dell’ufficio postale non vi saranno più udienze per cui la sentenza definitiva si conoscerà tra poco più di un mese.
I cittadini con lamentele e proteste hanno chiesto per due anni la riapertura del locale ufficio postale. Interpreti dei malumori degli abitanti si sono fatti Roberto Lino, Calogero Palminteri e il portavoce regionale Matteo Mangiacavallo del Movimento 5 Stelle i quali hanno avuto un incontro con la popolazione che lamenta e rappresenta il disagio dei cittadini e soprattutto degli anziani che sono costretti a farsi accompagnare a Caltabellotta o a Ribera per effettuare un’operazione allo sportello e per chiedere il pagamento della pensione. A volte c’è anche la spesa del taxi. A Sant’Anna è stato sottolineato vi sono stati oltre 200 pensionati e circa 100 i correntisti postali privi di uno sportello e costretti a fare da pendolari con gli uffici dei paesi vicini .Tanti pensionati sono costretti a farsi accompagnare in macchina dai parenti perché non vi sono pullman e servizi pullman di linea.

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