“Chissa è pi quannu ti mariti”: La dote che si tramanda di generazione in generazione

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È bello quando da una semplice chiacchierata tra amici trovo spunti per scrivere. Questa volta tutto nasce da un curioso, e a tratti surreale, aneddoto di una mia amica. Era il giorno del suo nono compleanno. Ripeto, compiva nove anni. Voglio vi sia chiaro che aveva solo nove anni. Tra i tanti regali ricevuti quella sera, ce ne era uno che prima di scartarlo la incuriosiva tanto. Sì perché era una bella e grande confezione che prometteva molto bene. “Gli zii di Roma chissà che bel regalo mi hanno fatto”, pensò la bambina mentre freneticamente si apprestava ad aprire il regalo. A volte basta un solo istante per passare dall’entusiasmo alla delusione più totale. Dentro quella scatola c’erano delle lenzuola. Con esattezza color giallo paglierino. Ma a destabilizzare la bambina, già segnata dall’accaduto, fu il commento della zia: “Chissi ti li sarbi pi la doti”. Tra gli entusiasti del regalo sicuramente la nonna che esclamò: “Talia chi su fini”, e altrettanto sicuramente avrà pensato: “Sicuru assà ci spinneru”.
E tra le risate che sono seguite al racconto, d’un tratto ho pensato: “Ma io pure l’haiu li linzola sarbati”. Ancora nitido il ricordo di mia nonna Anna che mentre faceva puntina mi diceva: “Bedda me, chissa è pi quannu ti mariti”.
E sono sicura, care ragazze, che qualcosa da parte per la dote ce l’avete pure voi. Non posso credere che non abbiate almeno una camicia da notte di la Joelle (la megliu marca chi c’è). E pensare che a quei tempi la dote era il biglietto da visita per la ragazzina che doveva sposarsi. Ma ancora oggi la tradizione della dote è ben radicata nella nostra cultura.
Devo confessarvi che non vedo l’ora di sposarmi proprio per poter aprire quel vecchio baule dove la mia dote è gelosamente custodita. Sì, fremo dalla voglia di tirar fuori le lenzuola ingiallite dal tempo e cunsari lu lettu come se vivessi nel 1943; mettere quegli asciugamani in bagno che ormai dopo trent’anni non asciugheranno quasi più; ma, soprattutto, indossare quella camicia da notte che scoraggerebbe anche il più intrepido dei mariti. Se non ricordo male dentro il baule dovrebbe esserci anche una copertina rosa per mia figlia, ca si mi veni masculu unn’haiu chi ci mettiri.

Ma visto che ormai è stato sentenziato che arriverà la figlia femmina, posso anche lasciare tutto nel baule, e un giorno passerò la patata bollente alla mia adorata bambina.
Un si sapi mai, po’ essiri ca tornano di moda.