Santo Stefano Quisquina: Nasce un itinerario religioso e turistico tra gli eremi di Monte Pellegrino e della Quisquina nel nome di Santa Rosalia

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Nasce un itinerario religioso e turistico, l’ “Itinerarium Rosaliae”, tra gli eremi di Santa Rosalia di Santo Stefano Quisquina e di Monte Pellegrino di Palermo, per diffondere la conoscenza e la devozione verso la santa palermitana. L’ufficio di Agrigento del Dipartimento della Regione per lo sviluppo rurale e territoriale ha completato un progetto di riqualificazione degli spazi esterni e dell’accesso all’eremo della Quisquina, posto a qualche chilometro dal centro urbano, in mezzo ai boschi, e, con il comune stefanese, la parrocchia di San Nicolò di Bari e il comitato Santa Rosalia, inaugurerà le opere venerdì 5 giugno prossimo alle ore 16, al santuario, alla presenza del cardinale e arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro.
Si tratta della sistemazione in selciato della strada di accesso all’eremo, della realizzazione di un bassorilievo che ricorda l’attentato al vescovo di Agrigento Giovanbattista Peruzzo il 9 luglio del 1945 e della riqualificazione di tutta l’area naturale attorno al santuario, meta di migliaia e migliaia di pellegrini che fanno la spola tra il santuario di Palermo e l’eremo della Quisquina.
“E’ un’iniziativa di una certa rilevanza religiosa – ci dice l’arciprete don Antonino Massaro – perché l’ “Itinerarium Rosaliae”, lungo 160 chilometri, da Monte Pellegrino a Monte Quisquina, attraverserà 7 riserve naturali e 14 comuni agrigentini e palermitani e permetterà ai fedeli e ai pellegrini di partecipare al percorso fatto dalla santa tra il 1150 e il 1162 quando dimorò nella grotte della Quisquina. Lungo l’itinerario, tenendo conto delle testimonianze della vita della santa, per i pellegrini sono state approntate delle aree ed oasi di sosta che, nei diversi comuni, permetteranno di ricordare il passaggio della santa”.
Santa Rosalia, che nacque a Palermo tra il 1130-1132 e che vi morì il 4 settembre del 1166, dimorò nella grotta stefanese per 12 anni, tra il 1150 e il 1162, dopo essere stata da giovane damigella alla corte di re Ruggero II. La grotta a Santo Stefano Quisquina fu scoperta nel 1624.
“Con il maggiore decoro che sarà dato all’eremo – ci dice il sindaco di Santo Stefano Francesco Cacciatore – oltre all’aspetto propriamente religioso, nella cittadina, si potrà incrementare lo sviluppo turistico del territorio legato alla promozione dei prodotti tipici della montagna e alla permanenze delle famiglie e dei visitatori in tutta l’area montana”.
Alla manifestazione di venerdì 5 giugno è prevista la partecipazione di centinaia di fedeli e delle autorità istituzionali, amministrative, religiose e militari di tanti comuni agrigentini e palermitani.

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