Elezioni amministrative: Ma s’ha caputu cu si porta?

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Si può con facilità affermare di essere in piena campagna elettorale. Sebbene ancora non siano certi i nomi dei candidati alla carica di sindaco, in paese da settimane non si parla d’altro. Al bar, dal barbiere, dall’estetista, dal meccanico, nelle case dei riberesi, e in piazza sutta lu speziu, la domanda è sempre la stessa: “Ma si sapi cu si porta?”. Se la domanda è sempre la stessa, sono sempre le stesse quelle quattro o cinque frasi che si ripetono quando si apre il discorso sulle elezioni, ovvero:

– Sempre li stessi facci.
– Si mangiaru un paisi.
– St’ammazzati.
– Meglio lu tintu canusciutu ca lu bonu a canusciri.
– Tanto su tutti li stessi appena s’assettanu dda.
– Un s’hannu fidatu a fari nenti.
– Vidi si c’era io (quello che ci manca non è certo l’autostima).

Il lato machiavellico che è in ognuno di noi, ci porta a svariate congetture, ipotizzando oscuri intrighi e possibili alleanze tra partiti. Già da tempo qualche nome di papabile candidato è stato fatto. Siamo nella fase in cui si delineano le coalizioni che sosterranno poi ognuno il proprio candidato a sindaco.
Una fase in cui è difficile capirci qualcosa. Gli unici che riescono a semplificare la faccenda sono gli anziani. A loro fondamentalmente basta sapere chi è di destra e chi è di sinistra, senza tanti giri di parole. Da una parte quelli che: “Io a destra un c’haiu vutatu mai”, e dall’altra parte quelli che: “Io a li comunisti voto un cinni dugnu”. In quest’ultima categoria rientra sicuramente mia nonna, la quale non ha mai fatto mistero della sua fede politica. Sono sempre più convinta che ai tempi fu una fautrice della leggenda che i comunisti mangiano i bambini. Un mi lu leva nuddu di ‘ntesta.
La cosa certa è che andiamo incontro a mesi di fermento politico: comizi elettorali, porta a porta, manifesti e, soprattutto, volantinaggio selvaggio. Per settimane le nostre macchine, ma in primis le strade, saranno piene di volantini dei diversi candidati.

Volantini che, fidatevi, riusciremo a smaltire con difficoltà. Figuratevi che da qualche cassetto salta ancora fuori la faccia di mio padre.