Nella grande sala del castello Chiaramonte di Favara si è svolto un nuovo incontro per l’aggiornamento professionale dei giornalisti disposto dall’Ordine Regionale e finalizzato all’acquisizione dei crediti formativi. Davanti ad una cinquantina di giornalisti e pubblicisti della provincia, presenti per Ribera Totò Castelli ed Enzo Minio, si è discusso del diritto dell’opinione pubblica ad essere informata e sul limite sottile del segreto istruttorio.
A relazionare ad un’attenta platea è stato l’avvocato Nino Caleca, consulente giuridico dell’Ordine dei Giornalisti e fresco assessore regionale all’Agricoltura, con gli interventi di saluto del sindaco di Favara Manganella e dei colleghi Lorenzo Rosso, moderatore, e Franz La Paglia che si è soffermato su alcuni aspetti deontologici della professione legati al diritto di cronaca e al segreto istruttorio.
“La libertà di informazione non può subire limitazioni anche nel campo giudiziario – ha detto Caleca – l’opinione pubblica è diventata il mezzo di controllo di organismi sovrannazionali che non sono stati eletti dal popolo, ma che hanno un potere decisionale enorme. Bisogna informare le persone per cui non possono esistere segreti. Oggi vi sono in atto alcuni disegni di legge già presentati che tendono a limitare questa libertà e a mettere dei vincoli sul segreto”.
Ha precisato Caleca che il segreto investito è limitato nel tempo e circoscritto agli atti e non ai fatti ed esso cade quando è conosciuto o conoscibile dall’indagato e dal suo difensore. Vale su tutto il codice deontologico professionale del giornalista. Caleca sostiene che il giornalismo italiano dal punto di vista etico-professionale è tra i più avanzati d’Europa.
GIUSEPPE MOSCATO






