Grande scommessa economica per Lucca Sicula e per i suoi laboriosi agricoltori che ormai da qualche anno puntano decisamente l’attività imprenditoriale sulla coltivazione dell’uliveto, in particolare nella specialità olivicola detta “biancolilla”. Quasi tutti sono d’accordo che le prospettive economiche della cittadina guardano ormai all’ “oro verde” come tutti chiamato l’olio, prodotto nei locali oleifici e come fonte di guadagno per tutta la collettività.
Quella di quest’anno – affermano gli olivicoltori – è un ottima produzione dal punto di vista qualitativo perché l’olio extravergine ha un tasso di acidità molto basso che va dall’1 al 2 per cento e che garantisce la buona tenuta di conservazione nel corso del’intera annata di consumo del prodotto. In paese arriva gente, con contenitori di acciaio e di plastica, da diverse province siciliane per comprare l’olio direttamente negli oleifici, al momento della molitura delle olive. Qualche emigrato, per lavoro con la famiglia in altre regioni della penisola o all’estero, si fa spedire dai parenti l’olio di casa.

E dire che quest’anno la produzione olivicola registra, e non solo a Lucca Sicula, ma in tanti comuni del territorio siciliano, un certo calo nella produzione. Si parla di circa il 25-30 per cento in meno di olive raccolte. D’altronde è migliorata la qualità e soprattutto è cresciuto il prezzo di vendita dell’olio che ha fatto registrato un aumento anche di oltre il 50 per cento. Una buona notizia per i bilanci delle aziende agricole che ricevono una boccata di ossigeno.
Gli olivicoltori hanno investito in questi anni, e continuano ancora a farlo, negli impianti di uliveto. Hanno messo a dimora nuove piante, ma soprattutto hanno acquistato nuovi terreni nei comuni circostanti, da Burgio a Villafranca Sicula, da Palazzo Adriano a Bivona, da Calamonaci e perfino a Ribera, quest’ultima terra di agrumicoltura. Si può dire che circa l’80 per cento dell’economia della cittadina si basa ormai sull’olivicoltura, specie da quando ha fatto un passo indietro la coltivazione del pesco che dà degli ottimi frutti che non sono sempre competitivi sui mercati commerciali in quanto è una produzione facilmente deperibile. L’olio può stare le pesche no.
“Stiamo lavorando sui mercati esteri – ci dice il sindaco Giuseppe Puccio, che è anche un imprenditore – soprattutto con la Germania. Abbiamo dei rapporti, oltre che con le scuole, anche con alcuni mercati locali e con la distribuzione organizzata che ci dovrebbero garantire la commercializzazione dell’olio biologico molto richiesto rispetto a quello di altri paesi che viaggia anche a prezzi più bassi”.





