Il riberese Mimmo Macaluso e il convegno sulle trivellazioni petrolifere

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Mimmo Macaluso, ispettore onorario dei Beni Culturali della Regione Siciliana  e responsabile del nucleo subacqueo della Lega Navale Italiana sezione di Sciacca, aprirà con una dettagliata relazione sull’ “Isola Ferdinandea, dalla scoperta ad oggi” i lavori di un convegno di portata regionale in programma nella mattinata di oggi ad Agrigento.

“Trivellazioni nel Canale di Sicilia – Scenari di pericolosità geologica”. E’ questo lo scottante tema che sarà discusso stamattina in un noto locale del lungomare Falcone Borsellino di San Leone, durante il convegno siciliano che è stato promosso dall’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia per discutere gli aspetti ambientali e  giuridici delle concessioni date a multinazionali  per la ricerca petrolifera, a ridosso della costa agrigentina. Il programma prevede una serie di otto interventi e relazioni di esperti, studiosi, docenti universitari e rappresentanti del governo regionale e nazionali.

Mimmo Macaluso nell'area marina dell'isola Ferdinandea (Foto di Enzo Minio)

Relazioneranno i dottori Domenico Macaluso, Domenico Patanè, Giuseppe D’Anna, Giampiero Trizzino, Claudia Casa, i professori Piermaria Luigi Rossi, Maria Rita D’Orsogna, l’assessore regionale al Territorio Mariella Lo Bello e il senatore Giuseppe Marinello.  A seguire si svolgerà una tavola rotonda durante la quale sono previsti interventi dei sindaci dei comuni della fascia costiera, tecnici, ambientalisti, deputati della Regione e della Repubblica, amministratori della Provincia regionale di Agrigento, magistrati, operatori turistici, responsabili delle professioni e degli ordini.

In un articolo apparso su “L’Espresso” del 23 maggio scorso a firma del giornalista  Piero Messina, proprio Mimmo Macaluso, scopritore del vulcano sommerso nel Canale di Sicilia e denominato Empedocle, ha annunciato di avere inviato una nota al governo della Regione Siciliana con la quale, per contestare le deduzioni della compagnia  Northern Petroleum, ricorda come i fondali di fronte al litorale agrigentino, tra Sciacca, Ribera e Agrigento “siano instabili con frequenti terremoti che superano 4 gradi di magnitudo e determinano la liberazione repentina di metano”.

Mimmo Macaluso sottolineerà come lo specchio d’acqua del Canale di Sicilia di fronte alla costa agrigentina è il luogo meno adatto per piazzare le trivelle di ricerca di petrolio.