Norwegian wood

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Titolo: Norwegian wood

Autore: Murakami Haruki

Editore: Einaudi

Genere: romanzo

Numero pagine: 376

Non sono un’esperta di letteratura nipponica, la conosco poco o quasi per niente. Questo libro mi è stato consigliato, tempo fa, da un amico. Ho accettato di buon grado il consiglio, l’ho letto e sono rimasta perplessa. “Di certo è un bel libro – pensavo – ma credo di non averlo capito”. Ho cominciato ad apprezzarlo invece tempo dopo, ripensandoci. Adesso ne parlo con entusiasmo. Certamente una reazione strana, ma in fondo non sai mai cosa potrà capitarti quando ti imbatti in un nuovo autore, in un nuovo libro, in una nuova storia.

La storia procede sui binari dell’intimità e dell’introspezione: un ragazzino, Toru, si avvia a passi incerti lungo il cammino che dall’adolescenza lo porterà all’età adulta. Le sue esperienze di vita si intrecciano, nel corso della storia, con quelle di due ragazze, Naoko e Midori, incredibilmente diverse, incredibilmente problematiche. Entrambe suscitano in Toru una grande attrazione, entrambe influenzeranno le sue scelte e lo aiuteranno  a trovare se stesso.

Magiche atmosfere giapponesi fanno da sfondo a una storia fatta di gente e di solitudine. La scrittura piacevole e squisita, molto accurata nelle descrizioni, contribuisce a far scivolare in fretta l’occhio del lettore dalla prima all’ultima parola.

Quanto invece alle mie perplessità iniziali, erano dovute al punto di vista da cui guardavo la storia. Io, donna, reputavo quell’introspezione “troppo maschile”, la capivo solo in parte. Calarmi nella sfera della mente maschile è stato difficoltoso e mi ha richiesto un po’ di tempo. Finché non ho capito che non era necessario immedesimarsi a tutti i costi negli stati d’animo del protagonista. Non dovevo capire, ma semplicemente accettare. Da allora è stato amore.

 

“Noi (termine generale che include normali e non) siamo tutti esseri imperfetti che che vivono in un mondo imperfetto. Non viviamo misurando le distanze con la riga, gli angoli col goniometro e controlliamo entrate e uscite come sul conto in banca. O no?“

 

Consigliato …

A chi ama indagare la mente, le azioni, le reazioni e le cose che capitano.