La Regione Siciliana ha accantonato, nelle pieghe del bilancio finanziario, la somma di circa 8 milioni di euro che saranno destinati alla demolizione e alla nuova costruzione dei 62 alloggi popolari di Largo Martiri di via Fani che sono stati sgomberati da altrettante famiglie perché le palazzine, costruite con cemento depotenziato, rappresentano un pericolo per l’incolumità privata e pubblica. Questo è quanto trapelato ieri sera dal tavolo tecnico che si è tenuto a Palermo presso la Regione Siciliana alla cui riunione hanno preso parte i dirigenti e i tecnici di alcuni dipartimenti di diversi assessorati interessati a trovare una soluzione ad un problema molto spinoso sia per le famiglie che per la civica amministrazione.
Non si è parlato – pare – di quelle cifre di denaro che dovranno servire per aiutare le famiglie riberesi a pagare il canone delle case private prese in affitto, in attesa della demolizione e della ricostruzione, sulla stessa area, dei nuovi alloggi popolari. Le cifre da erogare ai proprietari e agli inquilini delle case dovranno pur essere quantificate e forse anche in funzione dei tempi tecnici occorrenti per dare una nuova abitazione a tutti i nuclei familiari le cui case sono già sgomberate (nella foto).
Ad oggi l’amministrazione comunale di Ribera ha erogato ad ogni famiglia, che ha lasciato la casa per ordinanza sindacale, la somma di 250 euro mensili per potere affrontare le spese per la locazione di case prese in affitto. Il comune ha difficoltà di bilancio per potere affrontare circa 180 mila euro l’anno e in suo soccorso è intervenuto nei mesi scorsi il presidente della Regione Crocetta che ha annunciato di farsi carico delle ulteriori spese degli inquilini e che a metà della prossima settimana annuncerà gli interventi in un vertice regionale con il sindaco Pace e con i dirigenti dell’Iacp.




