L’isola signora

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Titolo: L’isola signora

Autore: Marilena Monti

Genere: raccolta di racconti

Editore: Coppola

Numero pagine: 150

 

Il bello di leggere autori siciliani risiede credo, tra le altre cose, nella forza innata della loro scrittura. Una forza pungente, aspra, vivida e tuttavia carica di dolcezza accomuna le penne di tutti i siciliani quando raccontano la loro Sicilia. La terra per un siciliano è intimo possesso. Un legame selvaggio e ancestrale ci lega all’Isola, anche da lontano, anche nel disincanto, anche nel disagio. E così la scrittura si fa possente, amorevole, elegantemente contraddittoria. Come se si adattasse inconsapevolmente alla natura intima dei luoghi che descrive: al rumore del mare, al calore del sole, alla sensazione soffocante del vento di scirocco, al profumo di gelsomino e di pane caldo, al caos delle metropoli e alla tranquillità incontaminata dei paesini.

Marilena Monti ci accompagna in un affascinante percorso di itinerari siciliani. Luoghi vissuti in prima persona, scoperti in un attimo e assaporati per sempre: le strade assolate di Palermo, i grandi alberi di piazza Marina, il pianto di un vecchio, le notti afose, le isolette minori, la sofferenza di una mamma, l’istinto di sopravvivenza che vince su tutto. Un libro che parla sostanzialmente di un amore. Quell’amore eterno e straordinario che nasce tra un figlio e la madre che l’ha generato, tra una donna e la sua “isola signora”.

 

“Era uno di quei giorni siciliani che alcuni definiscono infernali. Già dalla notte l’alito di vento africano fa il suo ingresso e avvolge ogni cosa nel suo torrido potere. I miei conterranei lo odiano, in massima parte, l’arrivo dello scirocco. Io l’adoro. Essi bestemmiano, io ringrazio il cielo di tanta sovrumana forza, di quel calore asciutto che avvolge e protegge come una calda coperta, un primordiale ristoro. Ne sono innamorata sin da piccola; ricordo che l’ho sempre aspettato, temuto e riverito come fosse un dio pagano capace di cose terribili e di cose bellissime: a seconda di come lo si prende! Guai infatti ad agitarsi contro il vento di scirocco! Esso non perdona, mozza il fiato. Tu urli, imprechi, tenti di opporti e proprio allora ti sconquassa! Ma se ti abbandoni ad esso, lo annusi lo ascolti, lo respiri, lo comprendi … allora ti fa felice.”

 

Consigliato …

A chi ama incondizionatamente, nonostante i difetti, nonostante le brutture.