L’11 marzo 2013 è entrato in vigore nell’Unione europea il divieto totale dei test sugli animali. La nuova normativa europea, che l’11 luglio sostituirà definitivamente quella del 1979, prevede non solo il divieto di importare e vendere prodotti finiti testati su animali, divieto già in vigore dal 2004, ma anche l’utilizzo di cavie animali per testare gli ingredienti cosmetici.
Invece nessuna modifica per le norme che regolano la sperimentazione animale in materia di farmaci, cibi e prodotti chimici. Qualche eccezione anche per i prodotti non provenienti dall’UE.
Le etichette conterranno informazioni più dettagliate: dovranno essere stampate con caratteri indelebili, dovranno contenere l’indicazione del paese d’origine dei prodotti importati, la lista completa degli ingredienti (sia le sostanze singole che le miscele), il nome, la ragione sociale e l’indirizzo del responsabile del prodotto.
Le associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui la Lega Anti Vivisezione, festeggiano il nuovo provvedimento, arrivato dopo anni di dure lotte e aspri dibattiti. Un’iniziativa che da una parte pone fine alle crudeltà subite dagli animali durante le sperimentazioni, dall’altra stimola la comunità scientifica a riconoscere una vasta gamma di metodi sostitutivi per valutare la sicurezza delle sostanze cosmetiche.
Nutrono dubbi invece sulla nuova normativa i produttori. Reputano che il provvedimento sia un freno per l’innovazione, soprattutto alla luce del fatto che, secondo loro, non esistono ancora metodi di sperimentazione alternativi che garantiscano una sicurezza completa per i consumatori.
Rimarranno comunque in commercio i prodotti distribuiti sul mercato prima dell’entrata in vigore del divieto.




