Palermo: Continua la protesta di sindaci, coltivatori ed organizzazioni professionali per l’emergenza idrica in agricoltura

579

Non si allenta, anzi si intensifica, la protesta del mondo agricolo per l’emergenza idrica derivante dalla siccità che ha lasciato a secco nell’Isola i fiumi e soprattutto i laghi. Palermo è diventata il capolinea delle reiterate lamentele degli agricoltori che temono per la vita delle piante e e dei sindacati che già annunciano danni alla produzione agricola come agli agrumi, alle pesche e all’ortofrutta, oltre che alla zootecnia. Mentre l’organizzazione professionale della Coldiretti continua ad occupare la piazza davanti a Palazzo d’Orleans e non sembra intenzionata a smontare i gazebo gialli, un nutrito gruppo di coltivatori agrigentini, arrivati con pullman e tante macchine private, con la presenza di una dozzina di sindaci del comprensorio agricolo tra Ribera e Bivona, dipendenti dal bacino imbrifero della diga Castello, ha protestato ieri mattina a Palermo, in via Campania, all’assessorato all’Energia, Rifiuti ed Acqua, con un dettagliato programma di rivendicazioni, nel tentativo estremo, se arriverà un po’ d’acqua per irrigare, di salvare in parte la produzione e la vita delle piante.

La prima vittoria gli agrigentini l’hanno ottenuta. Contrariamente a pochi giorni fa’ quando non c’era una goccia d’acqua assegnata all’agricoltura, è stato annunciato che 2 milioni di metri cubi saranno concessi all’Autorità di Bacino per la successiva assegnazione al consorzio Agrigento 3 per irrigare pescheti ed agrumeti. Gli agricoltori avevano chiesto 3,5 milioni di metri cubi per garantirsi due buone irrigazioni. E’ stata sottoscritta la convenzione tra il Dipartimento Acque e il consorzio di bonifica che si dovrà occupare delle riparazioni e manutenzione dell’adduttore idrico tra Gammauta e Castello. Sono state garantite l’acquisto di tre grosse elettropompe da sistemare sul fiume Verdura a Poggio Diana, a Tragaleggi e nei pressi della foce per evitare che oggi l’acqua vada a finire a mare.

“La situazione dell’assegnazione dell’acqua della diga Castello è in evoluzione perché sono allo studio altre strategie per immagazzinare quanta più acqua possibile – dicono i sindaci Matteo Ruvolo di Ribera e Milko Cinà di Bivona – per martedì pomeriggio è previsto un altro incontro nella sede dell’Autorità di Bacino a Palermo per raschiare il fondo del barile. Saranno fatti dei calcoli precisi per individuare un altro milione di metri cubi, complessivamente 3,5 milioni come richiesto dal comitato cittadino e dagli agricoltori, che potrebbero arrivare dal posizionamento di una zattera con motore al centro della diga Castello, dall’evaporazione considerando la stagione già abbastanza calda e dell’acqua che potrà arrivare all’invaso bivonese, attraverso l’adduttore, dalla traversa di Gammauta”.

Faranno il punto nella riunione i dirigenti dell’Autorità di Bacino, del Dipartimento Energia, Rifiuti ed Acqua, del commissario per l’emergenza idrica in agricoltura dell’Aica, dei sindaci di Ribera e di Bivona e di due componenti del comitato “Insieme per l’acqua. Nel documento di rivendicazione, presentato alla Regione, il comitato ha chiesto pure l’aggiornamento dello studio di fattibilità della diga Valentino redatto dallo studio dell’ing. Quignones con affidamento della progettazione preliminare e lo sfangamento e sistemazione delle vasche di decantazione della traversa Gebbia al fine di consentire una maggiore affluenza d’acqua alla diga Castello.

Intanto, nel quarto giorno di presidio della Coldiretti davanti alla Presidenza della Regione Siciliana, i dirigenti regionali dell’organizzazione dei coltivatori tengono a precisare che “fino a quando le richieste già approvate e condivise dal presidente Schifani non saranno operative, proseguirà il presidio degli agricoltori iniziato lo scorso 28 maggio al termine della manifestazione con oltre 20mila soci davanti alla Regione Siciliana. La posizione di Coldiretti Sicilia è chiara. Intanto, ieri mattina si è svolta una riunione al dipartimento dello Sviluppo Rurale per la definizione del Piano straordinario di gestione della fauna selvatica previsto dall’articolo 19 ter della legge 157 del 1992.

L’incontro ha visto la partecipazione di Stefano Masini, ordinario di diritto agrario all’Università di Tor Vergata e capo area ambiente della Conferazione Nazionale Coldiretti. Entro lunedì, alla luce degli approfondimenti fatti, dovrebbe essere approvata definitivamente la procedura”.

 

P.S. Nella foto gli agricoltori protestato davanti al Dipartimento dell’Acqua