Ribera: Le riflessioni del Comitato di Zona Disagiata che torna a parlare dell’ospedale

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Questo il testo della nota che il coordinatore del Comitato di Zona Disagiata Giovanni Montalbano ci ha inviato per la pubblicazione.

“Le recenti dichiarazioni del Presidente Schifani a margine dell’incontro “Emergenza sanità” svoltosi a Palermo, hanno dato innumerevoli spunti di riflessione.

Il primo riguarda la sostituzione dei Commissari Straordinari in favore della prossima e non più prorogabile nomina dei nuovi Direttori Generali, scelta che dovrebbe consentire alle ASP un’adeguata e corretta programmazione su base pluriennale. In merito alle prossime nomine si è espressa anche la Nuova Democrazia Cristiana proponendo una sorta di sorteggio, una formula secondo il nostro punto di vista più aristocratica che democratica, in quanto le nomine vengono comunque fatte all’interno di una cerchia già selezionata e promossa dagli stessi partiti riuniti.

Un altro spunto di riflessione, forse ancor più rilevante, riguarda gli investimenti previsti per la nuova rete ospedaliera regionale che dovrebbero ammontare al miliardo di euro. Su questo, Schifani sostiene di aver iniziato una interlocuzione con il Ministero, “spoilerando” in qualche modo l’esistenza della bozza della prossima rete ospedaliera regionale, bozza che non sembrerebbe esser stata ancora visionata dalla VI Commissione Salute.

In merito alla prossima rete ospedaliera, ci aspettiamo vengano rispettati gli impegni assunti dalla deputazione regionale agrigentina nelle figure dell’onorevole Pace e dell’onorevole La Rocca-Ruvolo, ed in particolare dall’Assessore alla Salute Dott.ssa Giovanna Volo, che con la nota del 13-01-2023 ha espresso parere positivo al Riconoscimento del P.O. F.lli Parlapiano di Ribera quale P.O. di Zona Disagiata”.

A tal proposito, vorremmo ricordare quanto importante potrebbe essere tale riconoscimento. Nell’ultima finanziaria – ad esempio – sono state stanziate somme aggiuntive in favore dei medici che lavorano nelle aree di emergenza urgenza degli ospedali che ricadono in aree disagiate.

Come sappiamo il nostro ospedale non è ancora un ospedale di ZONA DISAGIATA, nonostante l’art. 9.2.2 del D.M. 70 del 2015 ci consentirebbe di esserlo, invece ci troviamo inglobati con l’ospedale di Sciacca con la formula OSPEDALI CIVILI RIUNITI.

Oggi le cose sono diverse rispetto al 2019, al periodo pre-covid, visto l’importante posizione ricoperta dall’ospedale di Ribera nella più grande emergenza sanitaria degli ultimi decenni.

Il riconoscimento di Zona Disagiata, permetterebbe di poter continuare quindi quel piano di rilancio infrastrutturale e strumentale iniziato proprio con il riconoscimento del Covid-Hospital, e sfruttare le risorse messe a disposizione dal PNRR come quelle dedicate all’ammodernamento tecnologico delle attrezzature mediche di ogni reparto.

A riguardo vogliamo mettere sotto i riflettori il reparto di Radiologia dell’ospedale di Ribera, dove i nostri medici e tutto il personale continua a lavorare con apparecchiature obsolete e fatiscenti.

In tutti gli ospedali agrigentini in questi ultimi anni sono arrivati importanti somme dedicate all’ammodernamento delle apparecchiature radiologiche come la TAC. A proposito di questa importante metodica con la quale ogni giorno il sottoscritto – da tecnico radiologo – lavora, posso confermare che neanche negli ospedali del terzo mondo si possono trovare apparecchiature TAC obsolete come quella attualmente in uso presso il presidio ospedaliero riberese.

Ancora oggi non ci spieghiamo che fine abbia fatto la TAC di ultima generazione assegnata nel 2020 al P.O. di Ribera grazie al piano di rilancio del Covid Hospital. Le problematiche di allocazione della nuova TAC che riguardavano l’impiantazione di tale apparecchiatura in una stanza adeguata al peso e alle dimensioni, oggi sono venute meno, in quanto l’emergenza Covid è finita, dunque basterebbe sostituire la vecchia TAC con quella già assegnata e mai pervenuta a destinazione.

Con l’occasione chiediamo agli onorevoli Pace e La Rocca-Ruvolo dove sia finita la nostra TAC.

Il Comitato Zona Disagiata, per rendersi sempre più partecipe e coinvolto attivamente nella difesa della sanità pubblica soprattutto nelle aree disagiate e marginali, proprio in questi giorni ha chiesto di aderire alla rete civica #salviamoSSN lanciata dalla fondazione GIMBE”.

Il Coordinatore del comitato ZONA DISAGIATA

Giovanni Montalbano