I loro stipendi, che mancano ormai da quattro mesi, sono appesi ancora ad un filo e c’è il rischio che, se la situazione economica non sarà risolta a breve, ben 218 lavoratori agrigentini del consorzio di bonifica AG 3 potrebbero incrociare le braccia, bloccando l’irrigazione a tutte le aziende agricole della provincia. Sono stati i lavoratori della struttura consortile ieri mattina ad autoconvocarsi in assemblea davanti alla prefettura di Agrigento.
Sono stati i rappresentanti sindacali provinciali della Cgil Flai, della Cisl Fai e della Uil Filbi ad essere ricevuti, su precisa convocazione del prefetto Filippo Romano, assieme ad una delegazione di 12 dipendenti del consorzio irriguo, al palazzo prefettizio, alla presenza del commissario straordinario e del presidente del consorzio rispettivamente Baldassare Giarraputo e Giovanni Tomasino.
La situazione dei pagamenti di tutto il personale consortile regionale è ancora un calvario, ma potrebbe trovare una soluzione o rimanere ancora bloccata per mesi. Tutto dipenderà dalle decisioni che assumerà il giudice del tribunale di Agrigento nella controversia economica tra la ditta che ha pignorato tutte le somme a credito e il consorzio che non può utilizzare oltre tre milioni di euro per pagare gli stipendi ai lavoratori e utilizzarli per le spese di gestione. Si spera che possa essere trovato un accordo tra le parti per scongiurare il blocco della distribuzione dell’acqua nelle campagne agrigentine.

Sull’incontro di ieri mattina in prefettura abbiamo chiesto al sindacalista agrigentino Franco Colletti il punto della situazione odierna. “A seguito dell’incontro vengono confermate gli impegni precedentemente assunti nell’incontro avvenuto con l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino – dice Colletti – hanno pagato ai dipendenti una mensilità relativa al mese di marzo, restano sospesi i mesi di aprile, maggio, giugno e la 14^, restano pure sospesi i pagamenti per i lavoratori a tempo determinato relativi al mese di dicembre 2022.
“L’impegno assunto – continua Colletti della Cgil – è quello di provvedere al pagamento con le prime risorse disponibili, oggi dovrebbe essere approvato in finanziaria un articolo che prevede un contributo straordinario per i consorzi. Se il provvedimento sarà approvato e non impugnato, la norma dovrebbe consentire al consorzio di portare avanti e concludere la transazione legale con la ditta e questo consentirebbe di sbloccare le somme pignorate perpagare gli arretrati. L’udienza è stata fissata per il 5 luglio prossimo, nelle more abbiamo deciso di mantenere lo stato di agitazione permanente di tutto il personale”.
In un comunicato congiunto delle segreterie territoriali delle organizzazioni sindacali della Cgil, Cisl ed Uil si legge: “A conclusione dell’incontro, nonostante gli impegni mantenuti dalla politica regionale, lavoratori e sindacati hanno comunque deciso , in attesa della risoluzione definitiva delle problematiche finanziarie, di non revocare lo stato di agitazione e di indire un’ulteriore assemblea di tutto il personale che si svolgerà in data 6 luglio prossimo presso la sede periferica di Ribera a Borgo Bonsignore per decidere le azioni da portare avanti, se la situazione non si sbloccherà”.
Il blocco dei pagamenti degli stipendi dei lavoratori risale al fatto che una ditta ha eseguito i lavori per la realizzazione di una diga, in contrada “Cannamasca, sul torrente “Chiapparotta”, in agro di Cammarata, una delle tante opere incompiute, mai entrata in funzione, in questi anni, forse perché ancora incompleta e non collaudata. L’impresa si è rivolta al giudice che ha bloccato tutte le somme del consorzio, circa 3,5 milioni di euro, erogate dalla Regione Siciliana per personale ed opere.






