Dopo gli anni della pandemia, quest’anno ritorna la manifestazione degli Archi di Pasqua, che ogni anno richiama migliaia di visitatori nel piccolo comune di San Biagio Platani. Sarà possibile visitarli a partire dal giorno di Pasqua, il prossimo 9 Aprile, fino ad un mese successivo.
Da più di un mese, le maestranze, formate da anziani, giovani e bambini, sono a lavoro per dare vita ad una delle più belle forme di creatività popolare e collettiva. Il tutto viene realizzato, con il supporto dell’amministrazione comunale.

La festa degli Archi di Pasqua ebbe inizio nella seconda metà del Seicento, quando le due confraternite, rispettivamente “Madunnara” con sede nella Chiesa Madre e “Signurara” con sede nella Chiesa del Carmine, delimitarono artisticamente lo spazio sacro, dove il giorno di Pasqua avviene l’incontro del Cristo Risorto con Maria.
Il centro della manifestazione è il corso Umberto I, che viene vestito a festa con addobbi vegetali, canne, alloro, rosmarino e arance, che vengono decorati con maestosi manufatti in pane, cereali e “nimpe”, (lampadari di grandi e medie dimensioni) interamente realizzati a mano.

Salvatore Navarra, uno dei creatori degli Archi di Pasqua, racconta:
“Personalmente ho ereditato questa grande passione da mio padre Carmelo Navarra, storico “Madunnaru”.
Io sono un insegnante di modellazione, e come cultore delle tradizioni popolari, sono uno dei promotori della lavorazione del pane artistico della confraternita “Madunnara”. Da tempo porto avanti queste lavorazioni tradizionali, apportando innovazioni e creazioni sempre nuove.
Quest’anno è in lavorazione la creazione di 8 pale d’altare, alte quasi 3 metri, completamente rivestite di pane, dove verranno collocate delle sculture in pasta di sale, che rappresentano alcuni santi legati al rispetto del creato, tema scelto dalla nostra confraternita. In contemporanea stiamo realizzando 8 pannelli di uguale grandezza, con un mosaico di legumi, che rappresentano le allegorie legate alle forze della natura.
Posso affermare che ogni anno da una fusione di arte, fede e tradizione, si perpetua la creazione di una vera e propria galleria d’arte contemporanea all’aperto, ammirata da una miriade di visitatori provenienti da tutto il mondo”.
Alessandro Mistretta





