Agrigento : 189 operatori assunti per il covid da gennaio senza contratto

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In provincia sono 189 i professionisti i quali, assunti con contratti di collaborazione a tempo determinato o liberi professionali presso l’Asp Agrigento, che negli ultimi 22 mesi hanno gestito la campagna vaccinale e le attività di prevenzione della diffusione del covid-19, non hanno ottenuto il rinnovo del contratto e tra cinque giorni dovranno rinunciare all’attività professionale. L’allarme-denuncia è stato lanciato dal coordinamento regionale dei lavoratori assunti per l’emergenza covid 19 delle nove provincie siciliane dove il numero di quanti abbandoneranno l’occupazione sarà in tutto 2.800 unità.

In provincia di Agrigento si tratta di giovani donne e uomini, perlopiù laureati, reclutati nel marzo 2021 con un bando gestito dal Policlinico di Messina con il profilo di assistenti amministrativi (79 unità), assistenti sociali (9), assistenti tecnici informatici (42), collaboratori amministrativi (43), ingegneri professionali (7), educatori professionali (9). Hanno lavorato come amministrativi e tecnici presso tutti i punti vaccinali della provincia, le Usca, il dipartimento di prevenzione e i distretti sanitari. Con sacrificio hanno permesso, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, anche informatiche, che la campagna vaccinale decollasse garantendo la migliore assistenza ai malati covid, per via del tempestivo caricamento dei tamponi sulle piattaforme ministeriali, dell’attività di “contact tracing”, del riconoscimento di vaccinazioni estere e del rilascio delle certificazioni verdi.

Nel documento, il comitato regionale denuncia che il personale sanitario e socio-sanitario è stato salvaguardato con gli emendamenti sulla finanziaria fino a dicembre 2024 e chiede che il governo adotti per gli operatori amministrativi e tecnici le stesse norme di tutela all’interno del decreto “Milleproroghe”, ponendo fine alla disparità ingiustificata di trattamento operato nel settore dell’emergenza covid. Promesse e rassicurazioni non sono state mantenute per cui i lavoratori annunciano forme di protesta ad oltranza nelle sedi più opportune.