L’ispettore dei Beni Culturali Mimmo Macaluso a Castelvetrano ha ricordato Sebastiano Tusa e la razzia dei beni archeologici compiuti dallo statunitense Ballard

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La tutela del patrimonio archeologico sottomarino in una conferenza a

Castelvetrano. Si è parlato di archeologia subacquea nel corso della presentazione del libro “Sebastiano Tusa, l’Uomo, lo Studioso, l’Archeologo” pubblicato della Angelo Mazzotta Editore, un evento organizzato dal comune di Castelvetrano, dal Club per l’UNESCO, la locale sezione della Fidapa, la Fondazione Sebastiano Tusa ed il Lions Club.

Ad introdurre i lavori è stato il dr. Vito Zarzana, amico personale di Sebastiano Tusa, che ha ricordato i sui rapporti con l’archeologo siciliano scomparso tragicamente in un incidente aereo avvenuto in Etiopia il 10 marzo del 2019.

Nella splendida cornice della chiesa di San Domenico, definita la Cappella Sistina siciliana, relatore è stato il dott. Mimmo Macaluso, ispettore onorario ai Beni Culturali della Regione Siciliana, che ha ricordato la figura del grande archeologo Sebastiano Tusa e delle battaglie volte alla tutela del patrimonio archeologico che giace nei fondali del Mediterraneo, oggetto di aggressione da parte di predatori di alto rango, che violando le convenzioni internazionali, hanno razziato ripetutamente antichi relitti per sottrarne preziosi reperti archeologici.

In particolare, il dott. Macaluso ha ricordato il grave episodio del 1997, quando gli Stati Uniti ricorsero ad un sommergibile nucleare per razziare il nostro mare, nel corso di una operazione coordinata da Robert Ballard, ufficialmente un oceanografo divenuto famoso per avere scoperto il relitto del Titanic, ma in realtà un ufficiale della Marina statunitense, sotto copertura.

Il medico riberese in quella occasione si attivò in una serie di iniziative volte denunciare la sottrazione di patrimonio archeologico e denunciò l’accaduto al Tribunale Internazionale del Mare di Amburgo ed all’ Unesco, provvedendo inoltre a consegnare un dossier sull’accaduto all’allora deputato riberese Antonio Mangiacavallo, che presentando una interrogazione parlamentare, investì il governo del grave episodio; intanto la Procura della Repubblica di Sciacca avviava una inchiesta per violazione delle acque territoriali italiane, mentre Robert Ballard asseriva di avere operato in acque internazionali. Una intensa campagna stampa ed una risoluzione di condanna contro l’accaduto, richiesta ed ottenuta da Mimmo Macaluso nel corso di una conferenza internazionale a Malta, bloccarono analoghe operazioni già programmate da Ballard per gli anni successivi, mentre dopo una serie di incontri programmatici, veniva stilato il protocollo Unesco di Parigi del 2001, in cui si regolamentava la ricerca ed il recupero sottomarino di reperti archeologici, preziose testimonianze storiche che non dovrebbero essere considerate italiane o tunisine, ma dell’umanità intera.