Riprende l’agitazione del comitato spontaneo di volontari a favore del pronto soccorso dell’ospedale “Fratelli Parlapiano” che, di fatto, è stato soppresso circa due anni fa quando la struttura ospedaliera è stata trasformata in ospedale covid provinciale e mantiene tale peculiarità anche tutt’oggi. E’ stato programmato per sabato prossimo, alle ore 9,30, un raduno di cittadini riberesi che chiederà la riattivazione del pronto soccorso. Il motto della preannunciata manifestazione è “Il futuro del pronto soccorso è nelle nostre mani. Tutti uniti l’11 giugno a Ribera”.
A smuovere le acque è ancora una volta Riccardo Romano che, con un gruppo di cittadini, ha più volte sollecitato concreti interventi in loco per la sicurezza e salute degli utenti. Lo scopo dell’incontro sarebbe quello della richiesta alle istituzioni di riattivare un pronto soccorso reale che curi i bisogni della gente. Molti componenti del comitato cittadino sostengono che, dopo la chiusura del pronto soccorso ordinario, gli utenti sono costretti a recarsi, anche per una semplice suturazione di due punti ad un dito, al pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, intasando un’area medica che copre il vasto distretto sanitario del territorio occidentale della provincia.
La battaglia sanitaria era iniziata già l’anno scorso quando l’Azienda Sanitaria di Agrigento, su pressione della piazza e di tanti cittadini, ha annunciato e programmato un intervento per migliorare l’area del punto di primo intervento e di assistenza e anche della guardia medica. I lavori sono iniziati con ritardo e pare anche che non siano ancora finiti nell’area del poliambulatorio dove si eseguono di norma le visite specialistiche.
Gli utenti, che hanno annunciato anche la presenza al sit in di qualche parlamentare, chiedono quando il pronto soccorso potrà tornare alla sua originaria funzione, anche in deroga alla legge Balduzzi, come area disagiata per Ribera e per il retrostante comprensorio montano.





