10 milioni metri cubi d’acqua in più in provincia se saranno dragate le otto dighe

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La provincia di Agrigento, le popolazioni e gli agricoltori, potranno avere tra breve almeno altri 10 milioni di metri cubi d’acqua in più, rispetto alla dotazione odierna, se le otto dighe presenti sul territorio saranno dragate da detriti, terra, sassi, cespugli e fango, mai asportati fin dalla loro costruzione. C’è un progetto della Regione Siciliana che è pronta ad attuare un piano per liberare gli invasi di propria competenza dai sedimenti che in oltre mezzo secolo si sono depositati al loro interno, provocando una sempre più accentuata diminuzione della capacità di accumulo.

L’input è arrivato dal governatore Nello Musumeci e subito dopo dal segretario generale dell’Autorità di Bacino della Sicilia, Leonardo Santoro, ha tenuto una riunione, con gli enti gestori delle dighe “Piano del Leone”, che si trova nell’Agrigentino, a Santo Stefano Quisquina, e degli invasi “Cimia” e “Comunelli”, che ricadono nel territorio nisseno, per approvare i progetti che prevedono le operazioni di sfangamento.

In provincia di Agrigento sono interessate otto invasi sui principali corsi d’acqua. Questa le dighe con l’acqua oggi immagazzinata nei bacini: Arancio sul Carboj a Sambuca di Sicilia 21,64 mln, Fanaco sul Platani a Castronovo di Sicilia 18,95 mln, Castello sul Magazzolo a Bivona 20,94 mln, Prizzi sul Raia a Prizzi 7,13 (nella foto) , Leone sul Verdura a Santo Stefano Quisquina 4,14, San Giovanni sul fiume Naro a Naro. A questi vanno aggiunti il laghetto Gorgo di Montallegro 0,7 mln di metri cubi e la traversa di Gammauta di Palazzo Adriano con circa mezzo milione di metri cubi ciascuno.

Alla Regione sostengono che si tratta di quantità d’acqua preziose che sono state negate negli anni a città e campagne, in periodi di siccità e di impoverimento delle sorgenti, come è stato il caso del “Favara” di Burgio che l’estate scorsa ha ridotto la portata. L’obiettivo è quello di rendere tutti gli invasi efficienti al massimo delle loro potenzialità, in modo da coprire stabilmente l’intero fabbisogno potabile e irriguo.

A Palermo si è insediato un tavolo tecnico che vede coinvolte tutte le strutture regionali competenti, ma anche alcuni esperti che si occupano del Pnrr al quale si potrà attingere per finanziare gli interventi su alcune delle dighe. L’Autorità di Bacino dovrà approvare i progetti e subito dopo dare il via ai lavori di dragaggio. Il materiale prelevato, dopo le analisi di caratterizzazione, potrebbe essere destinato agli agricoltori e utilizzato come fertilizzante naturale.