Ribera: Ricordato con una visita al cimitero il naufragio dell’Angelika

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Sono stati ricordati stamattina i marinai morti annegati il 6 febbraio 1906 nei pressi della spiaggia del Corvo di Seccagrande nel naufragio della nave greca Angelica. Una semplice cerimonia, con la deposizione di un mazzo di fiori, si è svolta in mattinata al cimitero sulla tomba dei marinai Costantino e Diamante Lemos che allora furono sepolti a Ribera, contrariamente ad altri corpi dei marinai che il mare non restituì. Hanno partecipato alla manifestazione, a 116 anni dall’evento, il sindaco Matteo Ruvolo, Mimmo Macaluso, che recuperò parte del fasciame e delle ancore del veliero dell’isola di Inosusses, Mimmo Tornambè e Alberto Ciagola.

Ribera, che è gemellata con il comune greco dell’Egeo, ricorda periodicamente il triste evento. Lo ha fatto con dei gemellaggi amministrativi, con visite ad Inousses, con la realizzazione del monumento delle ancore a Seccagrande in memoria dei marinai greci morti e con collegamenti periodici sul web tra le due comunità.

 

Questa la testimonianza di Mimmo Macaluso.

“Nella ricorrenza del naufragio del veliero Angelika, avvenuto la notte del 6 febbraio 1906, il sindaco Matteo Ruvolo ha deposto un mazzo fiori sotto la lapide del cimitero di Ribera che ricorda i marinai periti in quel naufragio.

La tragica vicenda ha comunque creato un rapporto di amicizia tra la comunità di Ribera e quella di Inousses, l’isola greca da dove proveniva il veliero, rapporto suggellato con un gemellaggio.

Il sindaco Ruvolo accompagnato da Mimmo Macaluso, autore della scoperta del relitto del’Angelika. da Mimmo Tornambe’ e da Alberto Ciagola, si è soffernato per un momento di raccoglimento, anche davanti la tomba di Antonio Tamburello, che era stato testimone del naufragio.

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