Acqua a go-go in tutto il comprensorio geografico riberese. La diga Castello di Bivona è quasi piena e non era mai successo in un recente passato che l’invaso fosse pronto a tracimare ancora prima che arrivasse la stagione invernale. Sulle terre delle valli dei fiumi Sosio-Verdura, Magazzolo e Platani, dalle colline fino al mare, le piogge torrenziali ed alluvionali di novembre sono state talmente continue e protagoniste da impedire perfino la regolare raccolta stagionale di olive ed arance, ma le sorgenti e i torrenti hanno riempito l’invaso, in territorio bivonese, fino a fargli raggiungere quota quasi a 300 metri di livello, con circa 19 milioni di metri cubi d’acqua su una capacità di invasamento di 20.
Una tale copiosa quantità d’acqua è il biglietto di visita della prossima stagione estiva perché migliaia di ettari di frutteto, agrumi, pescheti ed oliveti, non avranno a soffrire per l’irrigazione nei mesi caldi e anche le cittadine agrigentine, consorziate per l’uso potabile e civile dell’acqua della diga Castello, attraverso il potabilizzatore di Santo Stefano Quisquina, non patiranno la sete e i lunghi e stressanti turni di distribuzione idrica, come è avvenuto di recente quando Siciliacque ha diminuito l’erogazione.
I tecnici e tanti agricoltori stimano che, prima delle festività di Natale, l’invaso di Bivona sarà colmo e l’acqua dovrà tracimare dalla paratia ed essere immessa sul letto del fiume Magazzolo che la porta nel Canale di Sicilia, a mare, nei pressi di Seccagrande.
“Sarebbe opportuno – ci dice il prof. Emanuele Siragusa, geologo, buon conoscitore del bacino imbrifero dell’Agrigentino occidentale – che l’acqua non vada a finire inutilizzata nel mare Mediterraneo. E’ il caso di trasferirla per caduta naturale, a costo zero, dalla tubazione da 1000 millimetri, in uscita dalla diga, nel laghetto Gorgo di Montallegro da dove nella stagione estiva, sempre per deflusso naturale, l’acqua può tornare molto utile per l’irrigazione degli agrumeti posti sulla riva destra del fiume Platani, in territorio di Cattolica Eraclea. Il Gorgo potrebbe raddoppiare la sua attuale capacità”.
Per il consorzio di bonifica agrigentino e la Regione Siciliana resta l’impegno di completare la conduttura, già appaltata e con lavori iniziati, la quale, dalla diga al Gorgo, ha subìto lo scorso inverno una rottura lungo la strada provinciale 32, la Ribera-Cianciana, mettendo quasi a rischio l’irrigazione di vaste estensioni di agrumeto.
Buona la quantità d’acqua già invasata nella diga Raia di Prizzi che sfiora i 5 milioni di metri cubi e che potrebbe arrivare sino a 7 milioni con i torrenti dei Monti Sicani. Ne godranno gli agricoltori della valle del fiume Sosio-Verdura e le popolazioni di Corleone per uso civile.





