Il film-documentario della Condorelli da proiettare è “La storia vergognosa – Cuntu d’amore e di riconoscenza all’umile Italia”.La manifestazione si è svolta presso il chiostro del Convento dei Carmelitani di Alessandria della Rocca. L’arrivo puntuale della regista Condorelli e dell’attore Carmelo Rappisi ha consentito il primo incontro atteso dai presenti in una cornice di serenità e di pace, nel rispetto delle prescrizioni per evitare il contagio del virus covid-19.

Il coordinatore Gaetano Settecasi ha dato inizio ai lavori dell’incontro con il saluto ai presenti. Ha introdotto brevemente il contenuto del film accennando alla grande emigrazione di fine ‘800 e di inizio ‘900. Si è limitato a mettere in evidenza le difficoltà provate da quanti lasciarono la propria terra per raggiungere l’altrove , costretti a viaggiare in navi fatiscenti dove parecchi, tra cui bambini trovarono la morte.
Ha voluto narrare un episodio di emigrazione raccontatagli da “luziu Pippineddru”, quasi centenario, contadino di vecchio stampo, rispettoso della terra come oggi non succede. L’episodio a pieno titolo può essere annoverato tra i tanti che sono l’anima del film – documentario. L’episodio riferisce la partenza del padre in un mattino uggioso di gennaio, quando era un bambino di appena 6 – 7 anni. Il padre, partiva, come tanti per l’America. Ma dov’era l’America chiedeva il bambino alla madre.

Il coordinatore Settecasi ha invitato allora ad intervenire la sindaca prof.ssa Giovanna Bupello che, rivolgendosi con un saluto cordiale alla regista, ha illustrato il contenuto del film e ha messo in evidenza la relazione che si è stabilita nel gemellaggio con Tampa – Agrigento e i comuni sicani di Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, San Biagio Platani e Santo Santo StefanoQuisquina. Breve pausa di Marco Settecasi e Manuela Fugallo con ‘Rèvery (sogno ad ogni aperti) di L. Einaudi.
Proiezione del film. Immagini e suoni d’ambiente, le betulle dell’Etna e il concerto di uccellini aprono il grande sipario in cui inizia il film. Si passa subito all’emigrazione veneta narrata da una maestra che sfoglia il suo diario. Si susseguono le immagini di partenza del porto di Genova. Rumore del porto, via vai della gente, voci che si confondono, saluti e speranze. Poi la sirena del vapore e il distacco dal molo e dai parenti. Con il sogno affidato al vento e al mare, sogno che molto spesso s’infrange all’arrivo.
Diverse erano le mete, tra cui quella del Brasile, Argentina, Paraguay, i sogni cominciano a svanire a contatto con la realtà. Cominciano le umiliazioni, le mortificazioni, i disagi. I più se ne ritornano dopo qualche giorno sconfitti.
Il film documentario ha scosso le coscienze dei presenti e creato forti emozioni. La voce del “pircanti o truvaturi” fa da filo conduttore a tutta questa storia (vergognosa) e di umiliazioni fattasu quella umanità dolente.
Dopo l’ampia panoramica sull’emigrazione, la regista catanese si sofferma su quella siciliana, dell’area catanese, del ragusano, di Agrigento e in particolare dei paesi delle valli tra il Magazzolo e il Platani.
Si chiude con l’omaggio a Lorenzo Panepinto il cui efferato omicidio rimane senza colpevoli, mentre l’attrice Evelin Famà, come una eroina della tragedia greca, grida a tutti la grande menzogna e la grande ingiustizia subìta dalla testimone.
Il coordinatore ha chiesto alla regista Condorelli cosa l’abbia spinto ad una costante ricerca di testimonianze e didocumentazioni necessarie per la realizzazione del film. Forse per seguire le orme dei suoi parenti emigrati.
La regista fa una grande puntuale disanima riguardante il film-documentario. Si apre il dibattito e avviene il primo collegamento con la Comunità di Tampa; Mario Plazza e Vincent Pardo aprono il dialogo con il sindaco e parlano del progetto dell’Expo dei prodotti tipici promossi dal gemellaggio Tampa-Agrigento e i comuni dei Monti Sicani.
Viene invitato a prendere la parola il dott. Filippo Pendino. Dice:“Rivedere questa sera “La Storia Vergognosa” di Nella Condorelli è un rinnovare le emozioni e la sorpresa che ho provato un anno fa al Taormina Film Fest”.
Il documentario mira a sottrarre all’oblio un capitolo di storiaitaliana e di storia siciliana della grande emigrazione di fine ‘800ed inizio ‘900 anche di Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, S. Biagio Platani, S. Stefano Quisquina e di tanti altri paesi della Sicilia. Il film è un documento straordinario per l’eccezionale repertorio di immagini e filmati d’epoca, è appassionato e struggente per le storie vere raccontate. Bellissima e appropriata la colonna sonora. Straordinariamente efficace la recitazione degli attori e delle attrici diretta magistralmente dalla regista. Le parti teatrali, la
figura iniziale del “pircanti” e la fiction della modella che torna nel suo paese d’origine per scoprire le proprie origini mirano a costruire la metafora dei viaggi della speranza. Straordinarie le letture di Leo Gullotta e il monologo finale che riaccendono l’attenzione del pubblico e lo inchiodano alla sedia.
Dopo aver espresso le emozioni sul film Filippo Pendino ha invitato a visitare la mostra “Sicilia in Movimento tra ‘800 e inizio ‘900, allestita in collaborazione con la dott.ssa Cettina Romanello.
La mostra mette in rilievo una Sicilia che reagisce al sistema feudale e che si organizza per una lotta di emancipazione, di riscatto e di miglioramento delle misere condizioni in cui si trovava.
Parla il prof. Giuseppe Frisco Giuseppe che esprime le impressioni e le emozioni provate e ringrazia la regista per aversaputo narrare la storia dell’emigrazione in maniera corale. Parlando del libro scritto con Filippo Pendino mette in rilievo come le lettere di Peppino emigrato a Tampa, lette magistralmente da Leo Gullotta, hanno indirizzato la scrittura di siciliani altrove. Conclude con l’invito alla regista Condorelli a non lasciare interrotto il suo lavoro ed a fare la trilogia dell’emigrazione italiana del ‘900 e di quella siciliana siciliana in particolare.Consegna le targhe e le pergamene il vicesindaco Alfonso Belluccia
Ultimo brano musicale da Marco e Manuela. La serata si conclude con una iniziativa benefica voluta dal Consiglio di Biblioteca e dagli autori del libro “Siciliani altrove” e con la mostra “Sicilia in movimento tra ‘800 e ‘900” curata da Filippo Pendino e da
Cettina Romanello.





