Agrigento: Otto consigli comunali chiedono la conferma della gestione del servizio idrico comunale

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Sono otto i comuni agrigentini che, con delibere dei rispettivi consigli già inviate agli organi istituzionali nazionali (Presidente Consiglio, Senato, Camera, ministri), chiedono la soppressione dell’art.19 del DL del governo Draghi che intende abrogare l’art. 147 della legge 152 del 2006 con il quale da 15 anni circa 1500 comuni italiani gestiscono in proprio il servizio idrico, come da volontà popolare espressa pure dal referendum nazionale del 2011.
I sindaci, che hanno inviato a Roma le delibere, approvate all’unanimità ecorredate da petizioni popolari con decine di migliaia di firme, sono stati i primi cittadini di Alessandria della Rocca (Giovanna Bubello), Bivona (Milko Cinà), Burgio (Francesco Matinella), Cammarata (Giuseppe Mangiapane), Cianciana (Francesco Martorana), Menfi (Marilena Mauceri), Santa Margherita Belice (Francesco Valenti) e Santo Stefano Quisquina (Francesco Cacciatore). Agli atti deliberativi comunali si sono aggiunti i documenti redatti e inviati dai vari comitati cittadini all’uopo costituiti e trasmessi alla deputazione nazionale. Continuano i vari incontri dei sindaci agrigentini e siciliani con i rappresentanti del Parlamento Italiano e con i diversi ministri.
I comuni agrigentini chiedono il mantenimento della gestione del servizio idrico in economia e in forma diretta con costi contenuti, secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, ricordano che le fonti di approvvigionamento idrico ricadono in siti individuati come beni paesaggistici, sono qualitativamente pregiate e rispondono alle risoluzioni del Parlamento Europeo. Si legge nelle delibere che “gli enti locali, ravvisando che il popolo italiano si è espresso in forma referendaria nel 2011 contro ogni forma di privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato e che la privatizzazione ha avuto pesanti ricadute su tariffe ed utenti, precisano che diversi comuni hanno già avviato le procedure di carattere tecnico ed amministrativo, rientrando nel regime di salvaguardia, approntando notevoli investimenti”.