Tiene ancora banco la vicenda del pronto soccorso dell’ospedale che è stato trasformato in presidio esclusivamente covid, dopo l’apertura in questi giorni della divisione dell’ala covid-19 generici e della sezione sub intensiva. Sulla vicenda l’on. Margherita La Rocca Ruvolo ha convocato, in qualità di presidente, la VI Commissione Sanità dell’Ars per mercoledì 21 aprilc che si svolgerà, per i problemi della pandemia covid-19, in videoconferenza. Vi prenderanno parte la deputazione della stessa commissione, il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento Mario Zappia, il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo. L’ordine del giorno fa riferimento alle problematiche del presidio ospedaliero “Fratelli Parlapiano” e certamente affronterà l’argomento del pronto soccorso e di alcuni servizi ospedalieri che sono stati interrotti o ridotti per via dell’arrivo del covid hospital.
E’ vero che il commissario Mario Zappia ha annunciato la possibilità di potere istituire un punto territoriale di intervento per pazienti in codice bianco e verde, in quanto i rossi potranno trovare posto all’ospedale di Sciacca, ma è anche vero che sui social è scoppiata una “pandemia” di opinioni, di cittadini ed anche di medici che sottolineano come un presidio ospedaliero di zona, che abbraccia un vasto territorio interno con una dozzina di comuni disagiati, possa rimanere con assistenza limitata e talvolta a rischio.
Dopo la soppressione per legge del pronto soccorso, pare che il decreto Balduzzi contenga delle deroghe al provvedimento per i centri con viabilità disagiata. Si parla da tempo di un presidio, chiamato PPI o PTE, ma molti sostengono che si tratterebbe dell’equivalente di una guardia medica. Tra i tanti pareri, registriamo l’appello del prof. Giuseppe Modica, illustre chirurgo riberese, in pensione, docente universitario, che sottolinea come Ribera e il suo territorio abbiano bisogno di un “centro di prima accoglienza”, “centro di emergenze-urgenze” e “trauma center” per una popolazione di circa 50 mila abitanti.





