Ribera: Tutta la città lavora per il centro di ascolto contro la droga

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Ci sono volute due morti giovanili, causate da uso di sostanze stupefacenti, per spingere la città tutta a mobilitarsi, con diverse iniziative, per arginare e debellare il fenomeno che sembra abbastanza diffuso soprattutto tra i giovani. La chiesa, prima tra tutte, poi le associazioni, tante famiglie e l’amministrazione civica si stanno mobilitando per attirare l’attenzione delle forze dell’ordine per un controllo più severo del tessuto urbano alla ricerca degli spacciatori e per organizzare momenti di incontro, di riflessione e di attività sociali e culturali che tengano lontani i giovani dal terribile fenomeno.
Alcuni gruppi di spacciatori che operavano in città, grazie alle indagini dei carabinieri, sono stati già assicurati alla giustizia e messi fuori gioco dallo spaccio quotidiano di droghe leggere ed anche pesanti. In passato, alcune famiglie hanno chiesto l’intervento dei sacerdoti i quali oggi unitariamente hanno assunto posizioni che hanno coinvolto cittadini ed istituzioni.
“L’uso e l’abuso di droghe era noto – ci dice l’arciprete don Giuseppe Argento – ma la morte dei due giovani ha generato preoccupazione, paura e sdegno nella comunità. I sacerdoti hanno scritto una lettera-invito a tutta la comunità riberese per una presa di coscienza e per spingere le famiglie ad una collaborazione fattiva. Abbiamo subito contattato, per un aiuto, la “Casa Rosetta” di don Vincenzo Sorce a Caltanissetta per creare a Ribera un centro di ascolto al quale sono interessati molti volontari e diverse famiglie, alcune delle quali hanno avuto a che fare con casi di tossicodipendenza. Contiamo di organizzare, per via del coronavirus, un primo incontro ristretto ad inizio del anno nuovo”.
Su facebook è scoppiato un tam-tam e sono nate diverse iniziative. Con la collaborazione di tutte le parrocchie si è svolta una fiaccolata statica cittadina davanti la chiesa madre che è stato il primo momento per una presa di coscienza. La famiglia di Alessio, giovane vittima di droga, ha chiamato in chiesa tanti giovani e famiglie e ha offerto un contributo economico ad una casa di cura che a Mazara del Vallo si occupa di aiutare i giovani a disintossicarsi.
Sono in itinere diverse altre iniziative di associazioni, di volontari e perfino di privati cittadini. E’ intenzione del Rotary Club di Ribera, in collaborazione con le scuole locali, svolgere azioni di sensibilizzazione volte a contrastare il fenomeno dilagante che ha fatto delle vittime. “Ci impegneremo con tutte le nostre forze – afferma la presidente del Club Rotary Valentina Lupo – affinchè si acquisisca la consapevolezza che la droga ti consuma lentamente e non ti rende speciale, né migliore di altri !”.