E’ decisamente precario ed insufficiente l’ingresso al castello di Poggio Diana, posto su una collina, alla sinistra del fiume Verdura, a circa tre chilometri da Ribera. Il maniero, già oggetto di un intervento di riqualificazione del sito a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento, ha il suo tallone di Achille che consiste nella precarietà della stradina di accesso, nella mancata messa in sicurezza dell’area che si affaccia sulle Gole del Lupo e nell’assenza di un cancello di ingresso.
E’ vero che nell’ottobre scorso l’assessore regionale Sebastiano Tusa e il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a Ribera per il bicentenario della nascita dello statista Francesco Crispi, hanno annunciato un intervento prossimo per dotare il castello Poggio Diana di un impianto di illuminazione, ma è anche vero che forse sarebbe stato più urgente e necessario dare più sicurezza ai visitatori.
All’ingresso c’è solo una sbarra sempre aperta. La strada di accesso in salita e in terra battuta, tra gli agrumeti, necessità di una sistemazione. Manca un’adeguata stagionata di sicurezza a protezione del dirupo sul fiume. La torre della colombaia è aperta con dentro i merli delle mura. Erbacce e sterpaglie sono protagoniste in ogni stagione dell’anno. Il sito è incustodito.





