Scende in sciopero la popolazione di Cattolica Eraclea alla quale si aggiungerà una folta delegazione di cittadini di Montallegro. La gente si mobilita contro il caro Tares e contro le bollette salate dell’acqua. A scendere sul piede di guerra sono i cittadini cattolicesi e una parte di Montallegro che si raduneranno stamattina, in mobilitazione generale, nella centrale piazza Umberto I, davanti al palazzo comunale. A Cattolica Eraclea ad organizzare lo sciopero, il cui corteo attraverserà, le principali strade della cittadina, sono stati il movimento “Solo per Cattolica”, coordinati da Salvatore Spataro, Italo Tavormina, Antonino Cammalleri e dal consigliere comunale Angelo Di Dio.
Raccolta dei rifiuti solidi urbani, acqua potabile, bollette salate, disoccupazione sempre più crescente saranno gli argomenti della giornata di protesta, rivolta a Girgenti Acque per le bollette salatissime pervenute per abitazioni vuote da anni, e alle amministrazioni comunali con il caro Tares e con la crisi dei settori produttivi delle cittadine, in particolare l’agricoltura, l’artigianato e il commercio.
A Montallegro monta la protesta perché il comune ha approvato, con i voti della maggioranza, il piano tariffario della Tares che ha visto crescere gli importi per i cittadini al 50 per cento, ma porta le tasse per alcuni esercizi commerciali (bar, pizzerie, ristoranti, fiorai) ad un aumento del 300-400 per cento rispetto a 2012. Il consigliere di minoranza Giovanni Cirillo sostiene che “con la Tares si rischia il declino economico del paese e si inducono gli esercenti commerciali a chiudere negozi e attività”. Cirillo propone agli amministratori comunali di lasciare nelle casse municipali le indennità che assommano a circa 90 mila euro. Alla manifestazione di stamani, condividendo le rivendicazioni da parte dei sindacati provinciali della Uil e della Cisl, aderiscono amministratori comunali, consiglieri, un’associazione per l’acqua pubblica di Sciacca e l’Adoc di Agrigento.





