Largo Martiri di via Fani: aperte le indagini su occupazione

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Nuovo intervento giudiziario sulle case popolari di Largo Martiri di via Fani. Questa volta, però, l’accertamento non riguarda la struttura e la sicurezza delle palazzine, bensì i due episodi di occupazione da parte degli ex inquilini.

Lo scorso 17 luglio, in quattro si erano introdotti per protesta all’interno degli edifici pericolanti, posti sotto sequestro, e poi avevano raggiunto il tetto, mettendo a rischio la propria incolumità. L’episodio si era ripetuto, qualche giorno dopo, attirando l’attenzione della stampa.  La protesta aveva avuto lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni per avere tempi certi per la ricostruzione e la demolizione delle palazzine.

In entrambe le occasioni, le eclatanti proteste erano state accompagnate e seguite da una pacifica occupazione dello spiazzo da parte delle famiglie coinvolte nella vicenda degli alloggi. I due tentativi di stazionare sulle tegole del tetto e dentro gli appartamenti, sono stati sventati dai carabinieri.  Per precauzione, in quei giorni, erano già pronti nella piazzetta anche la polizia municipale, i vigili del fuoco di Sciacca e i sanitari del servizio del 118 dell’ ospedale. E, per fortuna, le vicende non hanno avuto nessun terribile epilogo.

La procura della repubblica di Sciacca ha aperto un fascicolo d’indagine. Ieri mattina, i carabinieri hanno prelevato i video girati dagli operati dell’emittente televisiva Rmk nei giorni delle proteste, al fine di riconoscere, tramite i fotogrammi, l’identità delle persone che, violando i sigilli, hanno occupato l’area posta sotto sequestro.

Dopo la firma della convenzione tra Regione, Iacp e il comune di Ribera, che ha risolto sotto l’aspetto burocratico gli impedimenti relativi alla demolizione e ricostruzione delle palazzine e alla questione dei proprietari, il prossimo passo sarà la gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori. Domani, in mattinata, è previsto un incontro tra gli ex inquilini proprietari e il sindaco Carmelo Pace.