Ribera: Le piogge scongiurano l’irrigazione. La diga Castello ha 11,5 mln di mc d’acqua

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Salutare boccata di ossigeno per l’agricoltura. A portala nei giorni scorsi sono state due corpose precipitazioni atmosferiche che hanno saziato miglia di ettari di colture, dagli uliveti agli agrumeti. La prova sta nella diga Castello che non solo non ha subìto prelievi d’acqua ad uso irriguo da parte del consorzio di bonifica Ag 3, ma addirittura le piogge hanno fatto crescere il suo livello che nella giornata di ieri, per i continui afflussi delle sorgenti, contava ben 11,5 milioni di metri cubi immagazzinati.

Gli agricoltori delle valli del Magazzolo, Verdura e Platani non hanno chiesto di irrigare, nonostante le temperature oltre i 30°, perché l’acqua caduta a metà settembre è equivalsa ad una irrigazione. A beneficiarne sono state le tasche dei coltivatori agrigentini che hanno risparmiato migliaia di euro per azienda agricola e che gioiscono per l’ingrossamento e maturazione delle olive e delle arance, quasi pronte alla raccolta. Dall’invaso di Bivona, però continuano, in H 24, i prelievi d’acqua che vengono inviati al potabilizzatore di Santo Stefano Quisquina, oltre 100 litri al secondo, e distribuiti ai serbatoi di una dozzina di comuni agrigentini consorziati, ubicati nell’area centrale del territorio provinciale. Piogge abbondanti pure sui Monti Sicani dove l’acqua viene immagazzinata nella diga Raia di Prizzi e nella traversa Gammata di Palazzo Adriano a disposizione per le popolazioni di Corleone e per gli agricoltori di Burgio, Villafranca Sicula, Caltabellotta, Calamonaci e Ribera.