Ribera: 5 milioni di euro i probabili danni all’agrumicoltura derivanti da calura e siccità

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Si calcola che potrebbero sfiorare i 5 milioni di euro i danni che subirà il settore dell’agrumicoltura nel comprensorio agricolo di Ribera che raggruppa una quindicina di comuni agrigentini dal mare fino alle alture dei Monti Sicani. La denuncia è stata fatta in questi giorni dall’associazione “Liberi Agricoltori” che da intere settimane fa il monitoraggio quotidiano dell’irrigazione nelle fertili vallate dei fiumi Verdura, Magazzolo e Platani. Della crisi agrumicola si stanno occupando tutti i mass media nazionali ai quali si sono rivolti gli agricoltori che lamentano come la prossima produzione delle arance Dop, da novembre a marzo, possa subire un serio danno sia nella qualità che nella quantità.

Molti agricoltori già lamentano la pezzatura più piccola del prodotto (nella foto) che fa diminuire il prezzo sui mercati. Le cause principali sarebbero due: la gran calura dei mesi di luglio e di agosto con temperature oltre i 40° e la mancanza di un maggior numero di irrigazioni che in alcune aree agrumicole hanno variato tra le due e le tre unità. A determinare la riduzione idrica organica nella distribuzione del consorzio di bonifica AG 3 sono state le periodiche rotture dell’adduttore, una tubazione da mille millimetri, che porta l’acqua dalla diga Castello di Bivona e dal bacino imbrifero di Gammauta di Palazzo Adriano verso la valle.

Nonostante l’impegno dei lavoratori, dei tecnici e dei mezzi del consorzio, intervenuti prontamente su una condotta vecchia e decrepita di circa 40 anni, non sono state assicurate le necessarie e vitali irrigazioni per far crescere adeguatamente le arance e per impedire la morte di milioni di piante. E dire che gli agricoltori, per limitare i danni, avevano effettuato una radicale potatura degli agrumi per aiutare le piante. La situazione è diventata drammatica quando l’acqua, che fuoriusciva dalla tubazione decrepita, se ne andava nei fiumi e a mare, prima che la struttura consortile potesse intervenire in tempi utili.

L’agrumicoltura e l’economia si possono salvare – è stato all’unanimità nell’ultima riunione del consiglio comunale riberese – solo se sarà realizzata e al più presto una nuova tubazione che avrà un certo costo e per la quale dovrà intervenire oltre alla Regione Siciliana anche il governo nazionale.