Non hanno decisamente fortuna gli agricoltori agrigentini, e anche siciliani, che hanno sofferto per oltre due anni la siccità che ha messo in ginocchio migliaia di aziende agricole. Oggi, che tutti gli invasi sono pieni grazie alle provvidenziali piogge che sono cadute nelle stagioni autunnali ed invernali, i coltivatori devono combattete pure contro a burocrazia e l’informazione del servizio pubblico.
E’ successo che l’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico di Sicilia, che da anni mensilmente ha saputo fornire le informazioni agli agricoltori e ai cittadini, compresi gli organi di stampa, da mese di febbraio scorso non ha più pubblicato i dati aggiornati sul suo sito di servizio pubblico relativamente alla presenza dell’acqua ad uso irriguo e potabile nelle 9 dighe agrigentine e nelle altre 20 dell’Isola.
Non si capisce se sia stato un problema burocratico e qualche guasto tecnico a determinare la mancata pubblicazione delle quantità idriche contenuta negli invasi. Mensilmente non solo gli agricoltori, gli amministratori comunali, gli addetti ai lavori e perfino la stampa seguivano mensilmente le variazioni che venivano a determinarsi in ogni diga a seguito della distribuzione idrica dei consorzi di bonifica, a seguito dell’erogazione dell’acqua ad uso potabile destinata ai comuni agrigentini consorziati e in conseguenza anche della naturale evaporazione estiva che si verifica nei bacini. Si tratta di un servizio utile per la comunità che è venuto a mancare.
Dalle tabelle pubblicate ad oggi dall’Autorità di Bacino di Palermo risulta che i volumi delle dighe sono aggiornati al 30 aprile scorso. Mancano i mesi di maggio e giugno in corso. Addirittura non vi sono dati aggiornati al monitoraggio dell’acqua ad uso potabile fermo alla data del 27 febbraio scorso. Gli aggiornamenti settimanali sono fermi al 14 febbraio. Questi i volumi d’acqua delle dighe della provincia rilevati e pubblicati dall’Autorità di Bacino al 1° maggio: Arancio 21milioni, Castello 20 mln, Fanaco 17 mln, Furore 2 mln, Gammauta 0,3 mln, Gorgo 0,72 mln, Piano Leone 3,53 mln, Prizzi 7,73 mln, San Giovanni 15,80 mln.
Le quantità pubblicate sono vecchie di alcuni mesi e, senza aggiornamenti reali, determinano confusione sia tra gli agricoltori e sia tra i cittadini che vogliono conoscere su quanta acqua possono contare per irrigare i frutteti e per riempire i serbatoi comunali per gli usi civili. Gli stessi organi di stampa puntualmente ogni mese hanno pubblicato i volumi presenti negli invasi, fornendo un servizio pubblico molto utile per quanti utilizzano l’acqua come bene prezioso indispensabile per le popolazioni e per l’economia.





