Una rottura della conduttura dell’adduttore, che porta l’acqua dalla diga Castello di Bivona al vasto comprensorio della valle del fiume Magazzolo, su terreni coltivati ad agrumeto, fa perdere inutilizzato un grosso volume idrico che si perde a mare, alla foce nei pressi di Seccagrande. La denuncia della rottura della tubazione è stata fatta sui social con foto e filmati ieri da alcuni dirigenti dell’associazione”Liberi Agricoltori” di Ribera che da tre anni sono diventati assidui guardiani del territorio e delle risorse idriche. Il rilevamento è stato fatto sul corso del fiume Magazzolo sotto il ponte dell’ex ferrovia Ribera-Castelvetrano dove di norma non vi sono flussi perché l’acqua è bloccata a monte dall’invaso di Bivona.

E’ stata bloccata l’irrigazione del territorio, in attesa che gli operatori del consorzio di bonifica AG 3 possano intervenire con tempestività a riparare i danni, causati molto probabilmente dallo scoppio, per la forte pressione, della tubazione da un metro di diametro che porta l’acqua agli agrumeti e alle tante vasche di distribuzione in agro di Ribera. Non è la prima volta che, in questo primo inizio di stagione irrigua, si verificano degli scoppi su una conduttura ormai vecchia di due decenni e logora che continua a creare intoppi alla regolare distribuzione dell’acqua.
Tanti agricoltori già da tempo lamentano che al momento non è necessario chiedere la realizzazione di nuove dighe, ma urge una rinnovata tubazione che eviti lo spreco dell’acqua raccolta d’inverno negli invasi. La disperazione dei coltivatori è uguale a quella dell’anno scorso quando le dighe erano vuote per la siccità e a quella di oggi che vedono perdersi a mare tanta utilissima acqua. “Abbiamo informato – dire il presidente di “Liberi Agricoltori” Dino D’Angelo – gli amministratori comunali, le forze politiche e la deputazione agrigentina, abbiamo ancora tutta l’estate davanti e gli agrumeti non possono permettersi la perdita di tanta risorsa idrica”.





