Ribera: Annuncio del commissario Giarraputo “Lunedì parte l’irrigazione del territorio provinciale con l‘acqua delle dighe”

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Lunedì parte l’irrigazione dei frutteti del territorio provinciale con l’acqua invasata nelle sette delle nove dighe grazie alle copiose piogge dei mesi scorsi. Lo ha annunciato il commissario del consorzio di bonifica Ag 3 Baldo Giarrapunto che ha confermato i volumi d’acqua all’assegnati all’agricoltura e all’uso potabile da parte dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana. “Siamo pronti per iniziare la distribuzione – ci dice il commissario – abbiano fatto le opere di manutenzione delle condotte, aspettiamo che gli agricoltori facciano le richieste e assegneremo ai frutteti 500 metri cubi ad ettaro per complessive 5-6 irrigazioni distribuite per tutta l’estate. I volumi assegnati sono quelli già comunicati dall’Autorità di Bacino il 14 maggio scorso”.

Sono sette gli invasi della provincia sono ad uso promiscuo tra l’irriguo e il potabile. Due ad uso civile. Partiamo da comprensorio occidentale, dalla diga Castello di Bivona che ha 19.750.000 metri cubi d’acqua e che ne utilizzerà 10 milioni e mezzo per l’agricoltura, con i rimanenti 3,5 milioni e mezzo ad uso potabile per i comuni agrigentini da subito ad aprile 2027. L’invaso Raia di Prizzi ha invasato 7.727.518 metri cubi di cui 4 milioni e mezzo andranno all’agricoltura. Circa 700 mila metri cubi sono destinati ad uso civile per la popolazione di Corleone. Seguono il serbatoio di trasferimento Gammauta di Palazzo Adriano con 300 mila metri e il laghetto Gorgo di Montallegro con poco meno di 600 mila metri cubi. La diga Arancio di Sambuca di Sicilia ha immagazzinato 20.572.303 di metri cubi e al consorzio servono per l’irrigazione ben 8 milioni.

Sul versante orientale della provincia insistono le dighe di San Giovanni e Furore, nel comprensorio di Naro, la cui acqua assomma complessivamente a quasi 17 milioni di metri cubi il cui sistema irriguo ne assegna ben 6 milioni alle aree irrigue. Nel comprensorio dei Monti Sicani sono presenti due grandi dighe che utilizzano l’acqua, tramite potabilizzatore, solo ad uso civile: la diga del Fanaco con i 15.820.000 metri cubi e l’invaso di Piano Leone che ha già accumulato quasi 4 milioni di metri cubi.

“Qualche problema – dice Baldo Giarraputo – potrebbe nascere dall’eventuale scoppio di qualche tubazione per la pressione, ma il consorzio è pronto per le riparazioni con uomini e mezzi per assicurare l’irrigazione”.