Si è svolta a Tunisi, dal 29 aprile al 1° maggio, la conferenza rotariana del Rotary District 9010, intitolata “Les Rives Unies”, un importante momento di confronto tra i Rotary del Mediterraneo che ha visto anche la partecipazione di un gruppo rotariano siciliano composto da 16 soci, tra cui il riberese Emanuele Miceli, del Rotary Club Palermo Piana degli Albanesi.
Ad aprire i lavori è stato il Governatore del Distretto 9010, Khaled Fourati, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: rafforzare il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo e trasformare le relazioni in azioni concrete. Nel corso della giornata è stato inoltre sottolineato anche l’intervento della rappresentante del Presidente del Rotary International, Anna Favero, che ha richiamato con forza il ruolo del Rotary come rete globale capace di unire comunità diverse attraverso progetti condivisi e azioni concrete.

Nel corso della conferenza è emerso con chiarezza un messaggio condiviso: il Mediterraneo come spazio di incontro, di dialogo e di cooperazione tra culture diverse. I diversi interventi si sono concentrati sulla centralità di Cartagine, luogo simbolico di incontro tra popoli e civiltà, e sulla necessità di costruire relazioni solide e durature capaci di tradursi in progetti concreti.
A dare una visione più ampia e proiettata al futuro è stato il vicepresidente del Rotary International, Alain Van de Poel, che ha sottolineato l’importanza di programmare oggi le azioni di domani, rafforzando il ruolo del Rotary come rete globale al servizio delle comunità.

Proprio a Cartagine, presso l’Accademia Tunisina Beit al-Hikma, si è svolto uno dei momenti più significativi della conferenza: la firma della Carta di Cartagine, accompagnata dalla foto istituzionale e dal lancio simbolico dell’iniziativa MediaAlliance.
La presenza siciliana si inserisce in questo contesto non come delegazione ufficiale, ma come gruppo rotariano già impegnato in attività concrete sul territorio tunisino. Già da tre settimane alcuni soci erano presenti in Tunisia per la preparazione e la realizzazione di diversi progetti, tra cui “Un futuro digitale a Ghlissia”, realizzato dal Rotary Club Palermo Piana degli Albanesi insieme al Rotary Club Tunis Medina, club tra loro gemellati, con la partecipazione di altri club dell’area Panormus, e concluso con la consegna dei computer in un villaggio del sud del Paese.

Nello stesso periodo si è svolta anche l’attività di screening oculistico realizzata a Mareth, con la collaborazione della Croissant Rouge tunisienne e di altri soci rotariani. Un ruolo importante è stato svolto da Carlo Melloni, del Rotary Club Palermo Agorà, ideatore del progetto di Mareth, che ha contribuito alla realizzazione degli interventi sanitari sul territorio.
Un percorso reso possibile anche grazie alla guida del presidente del Rotary Club Palermo Piana degli Albanesi, Salvo Galioto, che nel corso del suo anno sociale ha saputo valorizzare le energie dei soci, dando fiducia e spazio a chi ha dimostrato voglia di fare e capacità di portare avanti iniziative concrete.
In questa occasione, il PDG Goffredo Vaccaro ha espresso grande soddisfazione non solo per la qualità della conferenza, ma anche per l’attività svolta a Ghlissia, sottolineando il valore concreto del progetto e l’importanza dell’impegno diretto dei soci. Ha inoltre evidenziato la straordinaria accoglienza ricevuta da parte del Rotary Club Tunis Medina.
Del gruppo rotariano facevano parte, oltre al PDG Goffredo Vaccaro del Rotary Club Salemi e ad Antonio Giunta del Rotary Club Palermo Baia dei Fenici, per il Rotary Club Palermo Carmelo Dazzi, Daria Coppa, Rosa Stella Amoroso, Jaquelin Lillo e Vito Rodolico, mentre per il Rotary Club Palermo Piana degli Albanesi Darwin Melloni, Emanuele Miceli, Nunzia Scibetta, Elettra Unti e Rita Maccagnano, insieme ad Antonella Lombardo, presidente del Rotary Club Castelvetrano Valle del Belice.
Nel corso dell’esperienza è stato inoltre possibile rafforzare ulteriori rapporti di collaborazione e avviare nuove prospettive progettuali insieme al Rotary Club Ariana La Rose in Tunisia, con l’obiettivo di realizzare un Global Grant dedicato alla donazione del sangue.
Il valore di questa esperienza emerge nei progetti realizzati e in corso, che dimostrano come la collaborazione tra le due sponde del Mediterraneo non sia solo un principio, ma una realtà concreta.





