Il sindacato Sifus Confali ha proclamato lo stato di agitazione e ha chiesto lo stato di attivazione della procedura di raffreddamento per tutti i lavoratori di consorzio di bonifica AG 3. Il sindacato, già dal marzo scorso, ha segnalato ritardi nel pagamento degli emolumenti al personale a tempo determinato e determinato. La denuncia è stata avanzata dal segretario del sindacato Ernesto Abate che fa riferimento ad un incontro che si è tenuto in prefettura ad Agrigento per sbloccare la situazione economica di circa 300 lavoratori agrigentini.
Viene precisato che il mancato pagamento dei ratei stipendiali riguardano – è scritto nel verbale dell’incontro prefettizio – i mesi di marzo e di aprile 2026 per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e di dicembre 2025 per il personale a tempo determinato. E’ sottolineato che i lavoratori da sempre utilizzano per l’attività di servizio i propri mezzi e sono costretti ad anticipare le spese necessarie per raggiungere le sedi di lavoro ubicate di diversi centri della provincia agrigentina, da Naro a Menfi e a Cammarata.
Il rappresentante sindacale ha riferito che la Regione Siciliana versava in passato un contributo annuo dell’80 per cento per coprire il fabbisogno finanziario necessario del consorzio, somma ridotta poi al 60 per cento. La procedura rimane aperta e si paventa il timore, come è avvenuto più volte in passato, che gli stipendi non verranno pagati ai lavoratori non prima di giugno-luglio prossimi. La grave crisi finanziaria del consorzio di bonifica – secondo il sindacato – ha origini in un risalente contenzioso che ha determinato un pignoramento della liquidità necessaria a far fronte al pagamento degli stipendi.
Vincenzo Nastasi in rappresentanza del consorzio ha tenuto a precisare che le recenti assunzioni di nuove forze lavoro hanno determinato una forte crisi di liquidità, con l’aggiunta che la struttura consortile ha dovuto rinegoziare la convenzione bancaria a condizioni meno vantaggiose. E’ stato assicurato che le richieste saranno indirizzate alla parte politica per un intervento in sede di governo della Regione Siciliana.





