L’utilizzo dell’acqua delle centrali elettriche dell’Enel sarà rimodulato secondo le esigenze della collettività. E’ questo il senso di una nota che l’assessorato all’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità ha inviato il 30 marzo scorso all’Enel Produzione e all’Enel Green Power in merito alla vecchia concessione e convenzione del 1940 e del 1951 che, per le centrali elettriche del bacino idrico di San Carlo, Favara e Poggio Diana, poste sul fiume Sosio-Verdura, andranno a scadere a marzo 2029.
Saranno pubblicati dei nuovi bandi che terranno conto della pianificazione e programmazione territoriale dell’Agrigentino dove dovrebbero avere la precedenza gli usi civili per la popolazione e per quelli irrigui, secondo a normativa della legge Galli. Di tutto ciò si occuperà certamente la prossima assemblea dell’Ars, dopo le elezioni del 2027.

La notizia della eventuale revisione è stata accolta nell’Agrigentino con soddisfazione e speranza perché l’acqua, che da decenni è stata destinata agli usi industriali, possa essere convogliata a favore delle popolazioni che spesso soffrono la sete e per dell’agricoltura che senza irrigazione rischia il tracollo economico. A sollevare da qualche anno il problema è stata l’associazione “Liberi Agricoltori” di Ribera e nei giorni scorsi il deputato regionale La Rocca Ruvolo che ha sottolineato come gare e concessioni debbano prevedere l’impegno ad eseguire nel bacino di Gammauta, sui Monti Sicani, per aumentare la capacità idrica dell’invaso, lavori di pulizia e manutenzione, con l‘orientamento di dare priorità all’uso domestico ed irriguo.
Secondo gli agricoltori, Gammauta, su cui bisognerebbe istallare dei misuratori di flusso all’ingresso del lago, conta di norma appena 400-500 mila metri cubi d’acqua, quando ne potrebbe immagazzinare anche due milioni da scaricare periodicamente attraverso la bretella sottostante nella diga Castello di Bivona. La nota all’Enel è stata inviata dalla Regione Siciliana anche per le altre centrali elettriche siciliane di Cassibile, Alcantara, Petino Casuzze, Troina, Ragalbuto, Paternò.
Foto 1 centrale idroelettrica San Carlo
Foto 2 invaso Gammauta pieno





