L’Associazione Liberi Agricoltori denuncia il fallimento della gestione idrica. “Non è solo il clima, è l’incuria dell’uomo.”
L’Associazione esprime profonda indignazione e preoccupazione per lo stato di cronica impreparazione in cui versa la Sicilia di fronte agli eventi atmosferici. Che si tratti di siccità estrema o di piogge torrenziali, il risultato non cambia: l’agricoltura soccombe e l’economia dell’isola resta in ginocchio.
Il paradosso delle dighe e lo spreco di risorse.
Nonostante la Sicilia viva ciclicamente l’emergenza siccità, ci facciamo trovare sistematicamente impreparati. Le infrastrutture idriche regionali sono lo specchio di decenni di disinteresse:
– Dighe incompiute: Invasi mai collaudati e quindi inutilizzabili per lo stoccaggio strategico dell’acqua.
– Interramento: Dighe mai dragate, la cui capacità è ridotta ai minimi termini dai detriti.
– Reti colabrodo: Adduttori che disperdono oltre il 50% delle acque immesse, impedendo ai volumi necessari di giungere a campagne e città.
Dalla sete all’alluvione: la doppia beffa.
Il dramma si compie nel passaggio dai periodi siccitosi alle forti piogge. In questi giorni abbiamo assistito a esondazioni evitabili. Non disponiamo di dighe capaci di trattenere il massimo della capienza per affrontare con tranquillità gli anni di siccità; al contrario, subiamo il paradosso delle esondazioni.
“Esiste una bonifica idraulica che in Sicilia sembra essere sconosciuta,” dichiara l’Associazione. “I fiumi non vengono mai recimati, gli alvei e i torrenti sono abbandonati a se stessi e irrompono nei campi coltivati. Non è solo colpa dei cambiamenti climatici: c’è l’incuria e il disinteresse dell’uomo.”
Un appello alle Istituzioni: Basta standard da “Terzo Mondo”

È impossibile fare agricoltura o turismo senza servizi essenziali garantiti. Come agricoltori e cittadini di una nazione e di una regione dell’Europa occidentale, socialmente ed economicamente evoluta, pretendiamo che chi ci governa sia all’altezza degli standard europei.
Chiediamo con urgenza:
– Collaudo immediato delle dighe e dei sistemi di stoccaggio.
– Piano straordinario di dragaggio degli invasi e manutenzione degli alvei.
– Rifacimento degli adduttori per fermare lo spreco del 50% della risorsa idrica.
L’agricoltura siciliana non può più aspettare i tempi della burocrazia. È tempo di passare dall’emergenza alla programmazione seria.





