Calamonaci: Presentato con successo il libro di Enza Vinci “Calamonaci e Ribera: Cronache del passato” di Totò Castelli

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“Le storie del passato sono come semi che germogliano se si sotterrano. Chi ha una storia non la tenga per sé ma la racconti ad altri”. E’ una frase tratta da un’intervista allo scrittore agrigentino Andrea Camilleri che rappresenta il “faro” che ha illuminato la professoressa Enza Vinci nello stendere un suo nuovo libro, edito da “Momenti”, presentato con il titolo “Calamonaci e Ribera: Cronache del passato”.

La presentazione, davanti ad un folto pubblico, è stata tenuta presso l’ ”ex frantoio Sarullo” di Calamonaci ed è stata moderata dal giornalista Enzo Minio. Aprendo i lavori, Enzo Minio ha tratteggiato la figura dell’autrice, laureata in pedagogia presso l’Università di Palermo, per molti anni in passato docente di letteratura e storia italiana presso il Magistrale “F. Crispi” di Ribera e docente titolare di cattedra all’I.T.C.G. “Giovanni XXIII” di Ribera, dando successivamente la parola per i saluti istituzionali al sindaco di Calamonaci Pino Spinelli e al sindaco di Ribera Matteo Ruvolo.

Sulla pubblicazione si sono soffermati il dottor Mimmo Macaluso, che, nel corso del suo intervento ha ricordato tra l’altro alcuni singolari casi di cronaca avvenuti in passato a Calamonaci e il dottor Nenè Mangiacavallo, che, oltre a ricordare alcuni illustri personaggi del paese, si è soffermato sul rapporto tra novella e romanzo. Chiudendo l’incontro l’autrice del libro si è soffermata sull’importanza del recupero della memoria. Ha, altresì, ricordato alcuni momenti della sua vita di docente proposti anche in immagini fotografiche significative, che, anche ad illustrazione di personaggi ed episodi narrati nei “racconti” sono state inserite nel libro.

Si è anche soffermata su alcuni personaggi come il medico Andrea Vinci, per anni impegnato presso l’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera, il professore Enzo Vinci, Calogero Vinci, combattente garibaldino, presidente dei Fasci siciliani di Calamonaci, Capitano della Guardia Nazionale, l’arciprete Giacinto Di Franco. Proposti anché alcuni episodi curiosi sul rapporto tra “rivilisi” e “calamunacisi” e in particolare un singolare utilizzo nel corso di un “Incntro di Pasqua” a Ribera di una statua di san Michele custodita nella chiesa madre di Calamonaci.

Foto di Totò Castelli