Lasciatemi iniziare questa intervista ad Aurelio Cartaino uno dei più grandi artisti dell’Associazione dei pittori di Calapanama, con tre testimonianze di pittori che hanno lavorato con lui e lo conoscono da vicino.
Caterina Trimarchi
“Ho conosciuto Aurelio anni fa all’Auser Leonardo Sciascia di Palermo, dove frequentavamo il laboratorio di Pittura. Aurelio è una persona seria e riservata un vero gentleman! Come me, è un pittore dell’associazione CalaPanama e si distingue per i suoi dipinti realistici ma allo stesso tempo particolarmente originali. Nel tempo, lavorando in gruppo per il Muro della legalità e il Murale dedicato a Biagio Conte, abbiamo instaurato un rapporto più confidenziale. Ho potuto notare alcuni aspetti del suo carattere, quali la tolleranza e la tendenza a voler creare armonia nel gruppo.
Una persona austera ma con un’indole giocosa e spiritosa, rigorosa ma gioviale, dotata di un humour sottile. A volte rivela modi bizzarri, ma alquanto simpatici… come quando durante i lavori del murale alla Missione di Biagio Conte, in una giornata di pioggia, mi ha tenuto l’ombrello mentre ero sulla scala per consentirmi di dipingere: la scena è stata di una incredibile comicità!

Da quest’anno è il nuovo presidente dell’Associazione CalaPanama, una bella eredità, ricca di successi e di progetti che hanno regalato bellezza e arte in diversi quartieri di Palermo… ma sono certa che, d’ora in poi, con Aurelio al timone, scriveremo altre belle pagine con nuovi progetti nati dalla nostra passione per l’arte e dal costante desiderio di metterci in gioco con tante iniziative focalizzate su idee innovative e di grande impatto sociale”.
Vincenzo Roberto Gatto
“Bella persona, sensibile colta ed allo stesso tempo ironica, ho trovato un’intesa forte perché Aurelio sa ascoltare, meditare e poi sa esporre il proprio pensiero con convinzione. Requisiti necessari e indispensabili per fare un ottimo lavoro in associazione”…
TizianaViola-Massa
“Aurelio Cartaino non è solo un caro amico ma un valido pittore ed uno tra i miei allievi più preparati. Molto dedito allo studio minuzioso dei dettagli e della ritrattistica, sa mettere in pratica tutti gli accostamenti giusti per realizzare delle opere pittoriche che sono intrise di realismo e studio dei grandi Maestri del passato. In questi anni non ha mai perso una lezione, con la voglia di costruire ed inventare il suo linguaggio pittorico”.
Nella mia esperienza artistica ho conosciuto molti pittori, tutti originali e con personalità molto diverse l’uno dall’altro. I pittori sono artisti speciali che non si perdono d’animo, hanno delle mani e degli occhi particolari, riescono a vedere cose che gli altri non immaginano, riescono a guardare lontano, riescono a leggere la luce dell’universo, smontano le certezze acquisite nel tempo, riescono a immortalare tutto il mondo in un solo quadro. Aurelio Cartaino è il presidente dell’Associazione Internazionale Calapanama che è nata a Palermo nel 2021. Ha 71 anni… L’ho conosciuto l’11 luglio durante la realizzazione del muro della legalità in una giornata nella quale ho vissuto delle emozioni indimenticabili. Ad Aurelio desidero porre alcune domande.
-Quando inizia la tua avventura con l’arte?
Se vado indietro con i ricordi, rivedo un bambino, di 5 o 6 anni, che con foglio e matita amava riprodurre le carte da gioco siciliane in special modo fanti, cavalli e re. Ci riuscivo benissimo! Lì ho capito che il disegno sarebbe stato una passione che mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. Poi al giudizio finale del percorso di scuole medie i professori hanno scritto: ad Aurelio si consigliano studi artistici o studi tecnici. Siamo nella metà degli anni 60, mio padre mi iscrisse all’istituto tecnico industriale. Alla fine del percorso di studi, venne fuori un buon programmatore elettronico, ma il mio appuntamento con l’arte era solo rimandato nel tempo…

-Quali sono le qualità che deve avere un pittore?
La prima cosa che mi viene in mente è la fantasia, riuscire a rappresentare con immagini quello che è l’insieme delle emozioni, della percezione di ciò che ti circonda e dei sentimenti che ti attraversano. Poi, ma non assolutamente, come secondo, la conoscenza delle tecniche. Una buona scuola serve a tutti gli artisti.
-I pittori sono felici?
Potrei parlare della mia esperienza e ti dico che l’arte mi rende felice. Ma è un discorso molto soggettivo. Se penso ai pittori del passato come Caravaggio, Van Gogh, Modigliani, penso con grande tristezza come nella loro grandezza siano stati infelici, maledetti e talvolta incompresi. Poi ci sono: Raffaello, Leonardo, Botticelli, Velàzquez, Goya, Picasso, Guttuso e tanti altri che invece sono stati apprezzati e ben valorizzati nel periodo storico in cui sono vissuti. C’è una forte connessione tra capacità, personalità e percezione della grandezza di un artista.
-Perché I pittori del passato partivano per Parigi e si incontravano a Montmartre?
Chiaramente ci stiamo riferendo ad un periodo storico dell’arte ben preciso, siamo a cavallo dell’ottocento e del novecento, nel momento in cui l’impressionismo sviluppatosi in Francia ha visto nascere questo movimento che ha coinvolto e raggruppato la maggior parte degli artisti francesi e non solo. Il movimento si diffuse in Europa richiamando l’attenzione di molti artisti che ne seguirono le orme, spesso venendo attratti dal richiamo di Parigi, dove il movimento ebbe inizio. L’impressionismo dava agli artisti un senso di libertà, non più legati alla perfezione dei disegni ma più all’emozione dei colori. L’immagine poi veniva rielaborata dall’osservatore che ne ricostruiva i contorni. Ancora oggi molti artisti sono fortemente attratti da questo stile. Io sono uno di questi…

-Come sarebbe il mondo senza i pittori?
Bella domanda. La prima cosa che mi viene in mente: ”un mondo senza colori”, in bianco e nero. Intanto ci mancherebbe un gran pezzo di storia, ricordiamo che la macchina fotografica e i telefonini esistono solo da pochissimo tempo. E quindi il come eravamo è stato affidato agli artisti che con la loro maestria hanno saputo riprodurre fedelmente le cartoline del tempo passato. Successivamente sulle tele sono state trasferite emozioni, sogni, impressioni e tutto questo arricchisce le nostre percezioni ed educa la nostra sensibilità ad apprezzare il bello.
-Sei il presidente dell’Associazione CalaPanama. Cosa bolle in pentola nell’anno di grazia 2026?
Tante belle iniziative di cui non ti svelo i particolari, altrimenti verrebbero a mancare le sorprese. Ti dico solo che la prima iniziativa vede coinvolti pittori, poeti e musicisti, nella collettiva d’arte “Libera….Mente” che si terrà presso l’istituto di Padre Messina. A seguire ci saranno iniziative che vedranno i pittori dipingere nei luoghi iconici di Palermo per coinvolgere la cittadinanza e i turisti, Laboratori per bambini ed educazione all’arte e non mancheranno collaborazioni con le istituzioni cittadine per rendere ancora più bella la nostra città.
-Cosa ha rappresentato per te il murale dedicato a Piersanti Mattarella e Agostino Catalano?
Sia Piersanti Mattarella, sia Agostino Catalano hanno rappresentato una bella sfida, aver conosciuto la sorella, il fratello e la nipote di Catalano mi ha dato una carica di emozione in più, difficile da raccontare a parole.
-Puoi darmi qualche curiosità sul gruppo dei Calapanama?
Beh! Cominciamo dal nome così particolare, il gruppo di artisti Calapanama si riunisce da ormai una decina d’anni alla Cala di Palermo nel periodo primavera estate e indossa un cappello di paglia simil Panama per proteggersi dal sole. Un giorno un’amica artista passando da lì incuriosita e meravigliata da quella riunione spontanea di amici artisti, si è avvicinata ed ha chiesto ai presenti delle informazioni, poi ha esordito dicendo: “Che bella iniziativa che bel gruppo, come vi chiamate”? Li per lì non avevamo pensato ad un nome quindi la prima risposta fu, non abbiamo un nome. L’artista rispose, dipingete alla Cala, avete un cappello Panama, perché non vi chiamate CalaPanama?

-E poi cosa accadde?
L’idea piacque tantissimo e da allora, questo è diventato il nome della nostra associazione. Dal 2021 il gruppo si è registrato come Associazione Culturale Panama, non ha fine di lucro, opera nel territorio Palermitano e non solo, per diffondere e condividere il bello dell’arte.
-Cosa si propone l’Associazione Calapanama?
La promozione e la condivisione dell’arte e del bello con la cittadinanza. E’ ciò che abbiamo voluto fortemente sottoscrivere nello statuto della nostra associazione, inserendolo come obiettivo primario. Ed è quello che contiamo di continuare a fare nei prossimi anni.
-Chi è il tuo pittore di riferimento e perché Michelangelo Merisi detto il Caravaggio continua ad affascinare tanto gli artisti di tutti i tempi?
Le due domande si fondono perché Caravaggio è il mio Pittore preferito. Quello che mi colpisce di Caravaggio è la gestione della luce e la capacità di rappresentare e trasmettere la drammaticità delle scene. L’uso degli sfondi scurissimi , quasi del tutto neri e la capacità di far emergere le figure illuminate da una luce calda. Irraggiungibile.
-Il linguaggio dei siciliani è fatto da gente che grida, da quelli che si scaldano e da coloro che parlano rimanendo in silenzio… Tu in quale di questi gruppi ti riconosci?
Si, il siciliano è un popolo dalle mille sfaccettature, d’altronde è una mescolanza di popoli e culture. Non amo chi urla, apprezzo chi ha la facoltà di scaldare con le parole, ma se mi devo identificare in una delle figure che hai indicato, sono una persona che ama l’azione alle parole, quello che voglio dire lo dico con i fatti e con la coerenza del mio comportamento di ogni giorno.
-Quali sono i colori che prediligi quando dipingi?
I colori del mare, d’altronde sono un CalaPanama!
-Treni, navi, auto, aeroplani… Quali preferisci e perché?
Senza dubbio alcuno, preferisco gli aeroplani. Da bambino stavo sempre con la testa in su alla ricerca di un aereo che passasse sopra la testa ed ero affascinato da quelle lunghe scie bianche che lasciavano, volevo fare il pilota d’aeroplano. Poi diciottenne feci domanda per entrare in aeronautica come pilota, era il mio sogno da bambino. Purtroppo la miopia mi ha precluso questa strada…
-Fiori, donne e bambini fanno parte dei tuoi quadri?
Sono un artista più incline al figurativo riesco abbastanza bene a rappresentare le persone che mi colpiscono, immagini che mi danno emozioni, devo poter scegliere chi rappresentare e in quale situazione ricevo il messaggio che vogliono trasmettere.
-Qual è l’ora del giorno in cui preferisci dipingere?
Sicuramente la sera, è il momento in cui è finita la frenesia della giornata e finalmente ci si può dedicare con calma alla pittura. Puoi dipingere fino a quando vuoi e smettere solo quando sei stanco, ma allo stesso tempo rilassato.
-Dipingevi da bambino, ricordi il primo disegno?
Si, le carte da gioco siciliane.
-Riavvolgendo il nastro della tua vita, rifaresti le cose che hai fatto?
Si. Certamente eviterei gli errori, quelli che si fanno per inesperienza e concessioni di fiducia a persone che non la meritavano. Ma alla fine mi è andata bene .
-C’è una città che vorresti visitare, un sogno che vorresti realizzare?
Ho visitato molte delle capitali europee, mi manca Madrid. Vorrei visitare il museo del Prado, chissa perchè eh eh eh!

-Puoi commentare una frase di Ignazio Buttitta: “Il pittore è sempre un poeta. Se non è poeta, non è pittore!”…
E’ per lo stesso motivo che ti dicevo prima, quando realizzi un’opera ti deve emozionare e devi poter trasmettere emozioni a chi l’osserva, solo così potrai essere soddisfatto di ciò che hai realizzato. Dipingere è come raccontare una storia, un’emozione attraverso le immagini.
-Perché ai bambini non viene insegnata la pittura sin dalla scuola materna?
Me lo sono chiesto anch’io, ma questa domanda bisognerebbe porla a chi prepara i corsi di studio e cosa insegnare nelle scuole. Poi ci vorrebbero maestre e maestri preparati per insegnare l’arte. Credo che questa materia non faccia parte del bagaglio obbligatorio dei programmi nelle scuole materne. La pittura aiuta a sviluppare la manualità e soprattutto la fantasia, sarebbe proprio necessaria insegnarla ai bambini di qualsiasi età.
-Mi sorge un dubbio, ma la pittura si può insegnare?
Deve essere insegnata! Intanto a capirla e comprenderne l’evoluzione, studiando gli artisti che hanno riempito musei chiese e palazzi nel corso dei secoli. Poi con l’attenta osservazione dei risultati ottenuti, utilizzando le varie tecniche e la messa in pratica di queste. Ed è tutto stupefacente e magnifico.
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Desidero continuare il lavoro con i pittori di Calapanama con i messaggi che abbiamo voluto dare alla cittadinanza e alle istituzioni con iniziative che rendano più bella la nostra città e la nostra terra.
Biografia
Aurelio Cartaino Artista per una passione covata nella gioventù, ha potuto sviluppare le sue capacità seguendo scuole di arte non appena andato in pensione, la scuola di Tiziana Viola Massa, per le tecniche di olio e acrilico, la scuola di Fausto Sutera per le tecniche di acquerello. La guida dell’amico Savatore Calò per i murales… E’ socio fondatore dell’associazione CalaPanama. Ha partecipato a diverse mostre: La mostra del Circo, la mostra del Cinema, La mostra del Mare, At Home. Ha realizzato due personaggi nel murale della Legalità (Piersanti Mattarella, Agostino Catalano). Ha partecipato al murale della Missione di Speranza e Carità di Fratello Biagio Conte. Alcune sue opere sono esposte al museo dell’acciuga dell’Aspra. Predilige la ritrattistica.





