Mai tanta pioggia era caduta negli ultimi tre-quattro anni in provincia di Agrigento. Il mese di gennaio è stato particolarmente benevolo verso popolazioni e agricoltori con le abbondanti precipitazioni di questa settimana che hanno saziato i terreni, rinvigorito le culture ancora in produzione e soprattutto hanno cominciato a riempire gli otto laghi al servizio del territorio e delle città. I dati forniti in questi giorni dall’Autorità di Bacino della Regione Siciliana sono confortanti perché fanno registrare la presenza di oltre 33 milioni di metri cubi d’acqua invasata nelle dighe. Le piogge, cadute abbondanti nell’area dei Monti Sicani, nel territorio al confine tra le province di Palermo e Agrigento, e, secondo il servizio meteorologico, sono state di 65 mm attorno a Bivona, di 47 mm a Palazzo Adriano e Prizzi e di 58 mm a Corleone. Queste precipitazioni hanno attivato torrenti e affluenti che sfociano nei fiumi Sosio-Verdura, Magazzolo e Belice, tutti nell’Agrigentino.
Queste le cifre ufficiali dell’acqua già raccolta nelle cinque dighe che sono al servizio per uso promiscuo in agricoltura e per le popolazioni di dozzine di comuni. I dati si riferiscono al 28 gennaio scorso, rilevati dai tecnici all’ingresso negli invasi. Castello di Bivona 10.578.400 di metri cubi, serbatoio del Fanaco di Castronovo di Sicilia 4.671.267, Piano del Leone di Santo Stefano Quisquina 3.748.00, diga Raia di Prizzi 2.978.877, traversa di Gammauta di Palazzo Adriano 1.672.788. Complessivamente sono oltre 23 milioni di cui in parte ogni giorno, tutto l’anno, una quantità variabile viene destinata ad usi civili per le popolazioni di Corleone e di una dozzina di Comuni dell’Agrigentino centrale.

A questi vanno aggiunti gli altri quattro invasi destinati esclusivamente ad uso irriguo in agricottura. Arancio di Sambuca di Sicilia 6.170.000 (solo da alcune settimane l’acqua viene dirottata al Garcia per uso potabile), Furore di Burraito 1.080.000, Gorgo di Montallegro 0.370.000, San Giovanni di Naro 5.910000 le cui acque assommano complessivamente alla data del 1° gennaio 2026 a circa 8 milioni. Le piogge dei giorni scorsi avranno fatto aumentare le quantità, non ancora registrate dai tecnici, almeno di altri due milioni.
Ad oggi le piogge continuano abbondanti. Sorgenti e ruscelli hanno ingrossato i fiumi che sono in piena, specie il Verdura, il Magazzolo (nella foto) e il Belice nell’Agrigentino occidentale. Peccato che in buona parte l’acqua se ne a mare perché non vi sono sbarramenti. Fortuna che sono stati ripresi, in pieno funzionamento, la bretella per caduta Gammauta-Castello che nella giornata di ieri trasferiva il liquido circa 550 litri al secondo nell’invaso di Bivona e da qualche settimana il sollevamento con due motopompe da Poggio Diana del Verdura ai laghetti collinari di Ribera e alla diga di Bivona. Gli agricoltori sostengono che, con tali afflussi, a metà febbraio, si possa superare quota 40 milioni in tutti gli invasi.





