E’ diventato un ping pong che dura da circa un mese l’adozione del provvedimento che porti alla sistemazione della strada comunale “Poggio Diana” che permetta il passaggio di uomini e mezzi finalizzato al piazzamento di due grosse motopompe (nella foto) sull’alveo del fiume Verdura, a Poggio Diana, per invasare l’acqua nel laghetto Gorgo di Montallegro e negli invasi collinari privati. Il rimpallo di responsabilità è tra il Comune, che con ordinanza sindacale del 16 novembre 2021, ha chiuso la strada vicinale al km 1+400 per una grossa frana, e il consorzio di bonifica 3 Agrigento che non può trasferire i propri dipendenti e i mezzi meccanici, motopompe comprese, a causa del divieto. Il problema grave che investe, in questi giorni di copiose piogge, il settore agricolo è rappresentato dall’acqua del fiume Verdura che se ne va, 24 ore su 24, a mare, con disperazione di migliaia di agricoltori che non possono invasare il liquido prezioso per irrigare nella prossima stagione gli agrumeti.
I dirigenti del consorzio scrivono che il Comune dovrebbe disporre i lavori per le messa in sicurezza del tratto di strada franato, su cui tra l‘altro c’è un finanziamento della Protezione Civile, al fine di permettere il passaggio per il posizionamento delle due pompe, dato che su un altro percorso alternativo non è possibile transitare perché i terreni sono privati. L’amministrazione comunale, nello scambio di lettere, manifesta, in via eccezionale, la volontà di adottare un provvedimento, in deroga alla propria ordinanza del 2021 per il passaggio del personale e dei mezzi del consorzio, a condizione che la struttura consortile rediga il documento di valutazione dei rischi (dvr). Il comune dichiara che l’urgenza del passaggio non permette al momento l’utilizzo del finanziamento e che l’ente locale, modificando l’ordinanza di divieto solo per il passaggio dei dipendenti della struttura consortile, è disponibile al ripristino del percorso alternativo e sembra anche che potrebbe intervenire sul tratto di strada franata per il transito riservato ai soli mezzi consortili.
Se non sarà adottato, nell’uno e nell’altro caso, un urgente provvedimento oggi c’è la certezza che alcuni milioni di metri cubi d’acqua fluviale continuino a scorrere inutilizzati nel mare Mediterraneo. Gli agricoltori, oggi impegnati nella raccolta e nella vendita delle arance, sono preoccupatissimi per la prossima stagione irrigua che rischia di diventare il terzo anno consecutivo di crisi di un settore vitale dell’economia per una dozzina di comuni del comprensorio.





